PATATA
(solanum tuberosum)
NOTIZIE GENERALI
La patata ha avuto origine in America ed è stata importata in
Europa dopo la “scoperta” del nuovo continente (1492).
La patata è una Solanacea coltivata per ottenere i tuberi, ricchi
d’amido, unica parte edule della pianta. Abbastanza adattabile a
diversi climi, la patata produce tuberi di qualità migliore nelle
zone temperate fresche dove la semina è primaverile: nei climi
meridionali caldi si semina a fine autunno e in qualche caso si raccoglie
a fine inverno.
Per la semina si utilizzano tuberi i quali presentano gemme disposte generalmente
nella porzione medio-apicale da cui si ottengono nuove piantine.
La semina può essere realizzata a mano e a macchina, con seminatrici
automatiche o semiautomatiche.
Le cure colturali devono essere accurate per ottenere quantità
remunerative.
Nelle colture a ciclo più lungo, in presenza di poche precipitazioni,
bisogna intervenire con irrigazioni di soccorso.
Le cutivar si distinguono per la durata del ciclo, per il colore della
pasta e per quello della buccia. Attualmente, in Europa, si è affermata
una distinzione basata sulla destinazione d’uso:
- patate da insalata;
- patate multiuso;
- patate farinose da purea: es. Kennebec
- patate assai farinose per uso industriale.
La varietà selezionata Kennebec è la più
coltivata sul territorio. Ha una maturazione da semi precoce a semi tardiva;
ha una buccia chiara, pasta bianca, forma del tubero globoasa, occhi un
po’ profondi e ha un tipo di cottura alquanto farinoso. Questa patata
è ottima per gnocchi e puré, ma anche per altri usi.
Per l’industria appare importante soprattutto l’uniformità
dei tuberi e il contenuto in zuccheri riduttori deve essere basso per
evitare la caramellizzazione e l’imbrunimento durante la lavorazione.
Le cultivar da industria attuali sono:
- per chips;
- per stiks;
- per purea.
La patata è una coltura attaccata da diversi patogeni : peronospora,
Fusarium, Alternaria, scabbia, da afidi, dalla dorifora e dalla tignola.
Il Consorzio, con sede a Torriglia, è aperto agli agricoltori
della provincia di Genova. I primi 20 produttori sono diventati 48 alla
fine del 2001. Questi hanno permesso di moltiplicare la produzione portando
le poche decine di chili del 1996 a circa 100 quintali nel 2001.
CARATTERISTICHE GENERALI SULLA PATATA QUARANTINA BIANCA GENOVESE E SULLE
ALTRE VARIETA’ DI PATATE
LA QUARANTINA BIANCA GENOVESE
La Patata Quarantina deriva probabilmente da una delle prime cultivar
di patata coltivata già nel 1780 a Roccatagliata.
Lo studio della cultivar permette di mettere a fuoco non solo il rapporto
stabilitosi oggi tra l’elaborazione d’economie di sussistenza
condivise su scala microlocale dai contadini della montagna ligure ed
il loro coinvolgimento all’interno di più ampie economie
di mercato, ma pure la stessa rete di relazioni, costruita sugli scambi
incrociati tra valli contigue a quote altimetriche differenti.
La patata Quarantina Genovese è la più nota, per diffusione
e bontà, tra le patate tradizionali della montagna genovese. E’
una varietà semiprecoce, di media conservabilità; ha un
tubero di forma corta e ovale, da tonda a tonda-ovale, con occhi profondi,
buccia liscia di colore giallo-chiaro tendente lievemente all’ambra
e base degli occhi color rosso (molto debole); ha un germoglio piccolo,
cilindrico largo, con colorazione antocianica alla base blu-viola d’intensità
da molto debole a scarsa.Ha busto di media altezza, con stelo sottile
e habitus semieretto, ha foglie da piccole a medie con silohuette aperta;
ha una bassa frequenza di fiori nella pianta con media dimensione della
corolla e colore bianco della parte interna.
Ha una qualità culinaria definita di tipo BA (cioè adatta
per tutti gli usi), con medio-scarsa consistenza della polpa e aspetto
da umido ad abbastanza umido, non farinosa, con granulazione fine. Il
gusto è quello tipico di patata poco pronunciato, con retrogusto
lievemente vegetale amidaceo, di sapore delicato.
La produzione della Quarantina avviene entro i limiti delle province di
Genova, Alessandria, La Spezia, Parma, Piacenza e Savona.
I terreni più idonei per la coltivazione sono esposti a Sud, Sud-Est
ed hanno le seguenti caratteristiche pedologiche ottimali riferite allo
stato esplorativo delle radici: terreno sciolto o franco-sabbioso; drenaggio
buono; profondità ottimale per lo sviluppo dell’apparato
radicale di almeno 40 cm.
La coltivazione avviene in queste condizione:
a) sopra 800 m di quota;
-con rotazione del terreno di almeno 3 anni;
-con la semina di tuberi interi, pregerminati, privi di alterazioni o
segni di malattia;
-separata da altre colture di patata o di orticole;
-con il taglio anticipato della pianta entro 80 giorni dalla semina.
Le patate così prodotte vengono definite “da miglioramento”
e vengono prioritariamente utilizzate per la riproduzione.
b) sopra 300 m di quota;
-con divieto di monosuccesione.
Le patate così prodotte vengono definite “da consumo”.
La Prugnona ha una forma quasi tonda ma leggermente schiacciata
e irregolare; la buccia è bicolore: giallo-crema e viola vivo in
prevalenza; la pasta è umida, ha granulazione abbastanza fine,
di colore bianco opaco. L’odore è abbastanza intenso, persistente,
con lievi note vegetali di cardo e cetriolo. Il sapore ha una leggerissima
percezione dolce-sapido, discretamente continua; La polpa è molto
consistente e croccante; il retrogusto ha una lieve percezione vegetale
di cetriolo verde.
Altri nomi locali sono: Brugneua, patatta dà Fossa, Rossa,
Stellà, Violetta e Quantinn-a viola.
VARIETA’ CABANNESE
VARIETA’ PRUGNONA
Fu introdotta dopo la prima guerra mondiale. Si presenta come una probabile
variante locale dell’inglese Fortyfold. Talvolta è considerata
la vera quarantina.
E’ diffusa nella val d’Aveto, a Marcarolo, se ne trova la
presenza anche in Fontanabuona e val Trebbia dove sono state coltivate
di recente.
E’ una varietà precoce, serbevole e di resa medio-bassa.
Tale varietà fu introdotta dall’America tra fine ‘800
e inizi ‘900 da tale Badaracco, divenuto un facoltoso commerciante
di Rezzoaglio.
Le “Cabannesi” o “Matte”
hanno avuto elevata diffusione durante la Seconda Guerra mondiale, quando
sui monti servivano patate ad alta resa. Dopo la guerra, passata la fame,
sono state abbandonate. Dopo il ritrovamento di alcuni tuberi a Casoni
di Amborzasco e a Spora, oggi il Consorzio di tutela ne sta curando il
recupero e la ripresa produttiva.
E’ una varietà semitardiva, assai serbevole, di grande rendimento
e resistente alle malattie.
La Cabannese ha una forma rotondo-ovale, discretamente regolare; essa
ha una buccia di colore giallo chiaro e la pasta è umida, a granulazione
medio-grossa di colore giallo chiaro opaco; l’odore è abbastanza
delicato, con sentori vegetali; il sapore ha una lieve percezione, abbastanza
persistente, sapido-dolce ed il retrogusto è lievemente vegetale
e terroso.
Altri nomi locali sono: Badaracca, Giana, Olandese, patatta de Mangioncalda
e Tedesca.
VARIETA’ CANNELLINA NERA DEL TIGULLIO
Prima della guerra era molto ricercata dai ristoratori di Chiavari, fino
a pochi anni fa è stata mantenuta solo da Giulio Guerrieri di Conscenti;
per l’aspetto qualcuno l’ha confusa con la Porcina. Oggi il
Consorzio di tutela ne cura la conservazione e ne tutela la produzione.
La sua origine è ignota. È probabilmente un ecotipo derivato
dalla Vitelotte. È diffusa nella montagna di Cogorno, nella Val
Graveglia e nella Val Fontanabuona. È una varietà semitardiva,
facilmente conservabile e di resa medio elevata. Si semina tra gli ulivi.
La canellina ha una forma allungata, cilindrica irregolare; ha una buccia
di colore giallo chiaro tendente al crema tenue e la pasta è umida,
a granulazione fine, di colore bianco opaco; l’odore abbastanza
intenso, caratteristico,con sentori di terra umida e castagna lessa; il
sapore ha una lieve percezione sapido-dolce con fondo amarognolo. E la
polpa è molto consistente e croccante. Ha un retrogusto lievemente
vegetale, come zucchino crudo, castagna lessa e terroso.
NOTIZIE SUL CONSORZIO DI TUTELA DELLA PATATA QUARANTINA BIANCA GENOVESE
Il Consorzio di tutela della patata Quarantina Bianca Genovese ha l’obbiettivo
di controllare, promuovere, assistere e difendere la produzione e la diffusione
delle varietà locali. Il Consorzio è aperto agli agricoltori
dell’area tutelata che si impegnano a rispettare il disciplinare
di produzione.
Attualmente, il Consorzio sta lavorando per far riconoscere il marchio
di qualità europeo D.O.P alla patata Quarantina Genovese.
I tuberi ammessi alla denominazione di Quarantina Bianca Genovese D.O.P.
presentano caratteristiche di riconoscimento, quali: buccia liscia, occhi
profondi, base degli occhi di colore rosso, forma tonda-ovale, germoglio
piccolo e cilindrico, pianta di altezza media, stelo sottile, pochi fiori
nella pianta.
I siti idonei alla coltivazione e alla produzione sono esposti preferibilmente
a Sud e a Sud-Est e presentano caratteristiche podologiche particolari.
Devono inoltre essere seguite tecniche di impianto specifiche, sono ammessi
solo particolari trattamenti fitosanitari, sono vietati i diserbanti,
gli antigermoglianti e i concimi non naturali.
Con l’impegno e con l’attività del Consorzio di tutela
si auspica di riuscire a restituire un prodotto eccellente al mercato
e di garantire una buona qualità della vita a chi decide di dedicarsi
alla coltivazione della terra.
UNA PRODUZIONE TIPICA NELL’ENTROTERRA GENOVESE:
LA PATATA QUARANTINA
STORIA
Nel 1996 è iniziato il recupero della varietà di patata
denominata Quarantina veniva coltivata solo per uso familiare, nell’entroterra
genovese perché poco produttiva.
Nel 1997, in Valgraveglia, viene anche recuperata la Cannellina nera.
Nel 1999 è stato istituito a Genova, con il sostegno della provincia
di Genova, dei parchi regionali dell’Aveto e dell’Antola,
di alcune Comunità montane e Comuni, un comitato promotore per
il recupero e la valorizzazione del patrimonio varietale di patata della
montagna genovese (Co.Re.Pa).
Nel 2000, è nato il Consorzio di tutela delle patata Quarantina
bianca Genovese, con l’obiettivo di controllare, assistere e difendere
tale produzione.
Il Consorzio, con sede a Torriglia, è aperto agli agricoltori della
provincia di Genova. I primi 20 produttori sono diventati 48 alla fine
del 2001. Questi hanno permesso di moltiplicare la produzione portando
le poche decine di chili del 1996 a circa 100 quintali nel 2001.
Il documento è stato redatto dagli alunni della classe IIIA
geometri (a.s.2002-2003), coordinati dalla prof.
Laura Ragozza.
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