IL GELIDO FUOCO DELLA NOTTE POLARE

"Certe volte, in una bella nottata, vediamo una varietà di spettacoli nel cielo: baratri… fosse… colori rossi come il sangue…". Così scriveva Aristotele tanto tempo fa. Continuando nella sua descrizione, il filosofo greco finiva con l'ipotizzare che l'aria si trasformasse in fuoco liquido.

Ciò che lo aveva tanto sconcertato non era il fenomeno delle aurore boreali (le luci hanno il loro corrispondente nell'altro emisfero, intorno al Polo Sud: le aurore australi). Le aurore brillano quasi costantemente nei cieli polari, ma, in genere, non hanno una luminosità così intensa da apparire visibili nelle latitudini inferiori.

Queste tempeste di luce si manifestano in genere il giorno dopo che si è riscontrata, sulla superficie del Sole, l'eruzione di una grossa protuberanza. L'esplosione delle protuberanze solari, a sua volta, avviene soprattutto in concomitanza con una intensa attività della macchie solari. L'attività della macchie solari sembra seguire cicli di 11 anni (il ciclo più recente ha raggiunto il suo apice nel 1969).

Gli scienziati ritengono oggi che le aurore si formino con un procedimento analogo a quello che crea le immagini su uno schermo televisivo. Per produrre una immagine televisiva, gli elettromagneti concentrano un raggio di elettroni su uno schermo fluorescente. Il campo magnetico terrestre si comporta allo stesso modo con gli elettroni e le altre particelle, irraggiate dal Sole, concentrandole sullo "schermo" del cielo, sopra i poli magnetici terrestri.

Ai Poli, i campi magnetici terrestri si incurvano verso il pianeta formando una specie di imbuto. Le particelle solari scendono a spirale verso la Terra percorrendo questi "imbuti" magnetici al di sopra dei Poli. Durante il percorso, colpiscono gli atomi degli strati superiori dell'atmosfera: questi, eccitati, rilucono formando le spettrali luci delle aurore. Gli atomi dell'ossigeno emettono luce rossa e verde; quelli di azoto viola, blu o rossa; e gli stessi protoni solari potrebbero essere una debole sorgente di luce gialla e rossa.