IL MONDO CHE NON C'E'

Qualche anno fa, presso il porto tedesco di Cuxhaven, nel mare del Nord, un bambino interruppe i suoi giochi e si precipitò verso casa gridando: "Mamma, un'isola sta cadendo dal cielo!"

La madre si affacciò alla finestra, ma il suo sorriso incredulo si spense immediatamente: c'era davvero un'isola sospesa capovolta nel cielo, e sembrava che dovesse precipitare in mare da un momento all'altro. Naturalmente non cadde - era un miraggio, determinato da fenomeni atmosferici - e la paura del bambino scomparve non appena, verso sera, la visione svanì.

L'apparizione dell'isola di Helgolan, che di quando in quando si ripete nel cielo di Cuxhaven, non è che uno dei tanti "spettri" atmosferici che per molto tempo hanno intimorito e al tempo stesso affascinato gli osservatori sprovveduti. Uno di questi miraggi, apparso nell'Antartide, ingannò l'uomo per circa un secolo. Nel 1818 un esploratore scozzese, Sir John Ross, partì dalla Gran Bretagna alla ricerca del fantomatico "passaggio a Nord - Ovest", la via d'acqua tra l'Antartico e il Pacifico che si supponeva esistesse lungo la costa artica dell'America settentrionale.

A nord dell'isola di Baffin, nel Canada, Ross cominciò a navigare in acque sconosciute. Una mattina, salendo sul ponte della nave, vide che il canale era bloccato da immense montagne; ritenne perciò di essere entrato in un vicolo cieco, ritornò indietro e affermò che il "passaggio  - Ovest" non esisteva.

Circa un secolo dopo, un esploratore americano, Robert Peary, confermò l'esistenza nell'Antartide l'esistenza di una catena di montagne, non segnata sulla carta geografica. "Abbiamo osservato le montagne e le abbiamo battezzate Crockerland raccontò Peary. Così, le misteriose montagne artiche fecero sorgere la curiosità del mondo intero. Dove erano, esattamente, queste montagne? Nascondevano forse giacimenti di minerali preziosi? O addirittura d'oro? Erano popolate da tribù sconosciute? Molti avventurieri ed esploratori partirono per l'Artide, ma nessuno riuscì a trovare la misteriosa catena montuosa.

Alla fine, il Museo Americano si Storia Naturale di New York, mise a disposizione una somma di 30.000 dollari per organizzare nella regione una spedizione scientifica. La guidava Donald MacMillan. Ma dove Robert Peary aveva visto le montagne, MacMillan trovò solamente un esteso deserto di ghiaccio. Dove, secondo Peary, dovevano esserci larghi e profondi canali, banchi di ghiaccio galleggiante misero in serie difficoltà la nave della spedizione.

Finalmente, Crockerland apparve. Ma con gran meraviglia l'equipaggio dovette constatare che la catena era situata 320 km più a Ovest del punto in cui l'aveva vista Peary. Mac Millan penetrò il più possibile fra i banchi di ghiaccio.

Poi gettò l'ancora e proseguì a piedi sulla distesa gelata, accompagnato de una squadra di uomini scelti. Però, mentre si avvicinavano alle montagne, questa sembravano inspiegabilmente retrocedere. Raddoppiando gli sforzi, gli uomini intensificarono la marcia.

Ormai, pareva loro di essere così vicini ad una valle, circondata sui tre lati dalle montagne, che cominciarono ad assaporare la gioia del successo. Ma non appena il Sole scomparve all'orizzonte, le cime circostanti si dileguarono magicamente.  Confusi e stupefatti, gli uomini continuavano a guardare, impietriti, il paesaggio che li circondava; una vasta, unica distesa di ghiaccio, senza nemmeno l'ombra di una montagna. Attoniti nella tenue luce verde di quel crepuscolo artico, gli uomini si rendevano conto pian piano di essere le vittime di uno dei più grandi scherzi che la natura abbia mai giocato all'uomo.

I miraggi sono illusioni ottiche prodotte da particolari condizioni atmosferiche; si creano quando i raggi di luce vengono deviati, o rifratti, passando attraverso strati d'aria adiacenti ma con temperature differenti, e quindi diverse densità. Immaginiamo, per esempio, un deserto dove il Sole abbia arroventato col suo calore la sabbia, e questa, a sua volta, abbia surriscaldato lo strato d'aria con cui è a contatto.

Avremo dunque una sottile coltre d'aria, caldissima, a livello del terreno, sulla quale si stendono altri strati, relativamente più freschi. Poiché l'aria calda è meno densa di quella fredda, i raggi di luce la attraversano con più facilità. Perciò, passando in mezzo a strati d'aria di differente densità, la luce subisce un cambiamento di velocità che ne provoca la deviazione rispetto alla sua direzione rettilinea.

Immaginiamo, a questo punto, un osservatore in piedi su una duna di sabbia, in una zona qualsiasi del deserto. Parecchie centinaia di metri più lontano, su un'altra duna, c'è un boschetto di palme; tra le due dune c'è uno strato di aria rovente. In questa situazione, l'osservatore vedrà due boschetti di palme dove in realtà ne esista uno solo.

Una immagine infatti gli arriverà nel solito modo, con la luce che si sposta in linea retta attraverso l'aria. Ma una seconda immagine gli apparirà, capovolta, sotto alla prima, originata dai raggi che giungono agli occhi dell'osservatore dopo aver subito la rifrazione. Il fenomeno può essere spiegato così: i raggi, partendo dalle palme, si dirigono in diagonale verso il basso, attraverso l'aria surriscaldata che ricopre il deserto; vengono rifratti verso l'alto e colpiscono perciò l'osservatore di sotto in su: come se un enorme specchio giacente sul pavimenti desertico riflettesse l'immagine capovolta delle palme.

Nello stesso tempo, anche la luce proveniente dal cielo viene rifratta dalla calda aria vibrante, e produce l'impressione  di uno specchio d'acqua in cui l'immagine reale del boschetto e dritta, quella fittizia è capovolta. Anche le "pozzanghere" che vediamo talvolta, in estate, sulle autostrade e su superfici calde, sono miraggi: prodotti dalla luce proveniente dal cielo, rifratta dall'aria sovrastante la superficie rovente dell'asfalto.

Si raccontano molte storie di nomadi del deserto condotti alla pazzia da queste visioni. I miraggi non sono scherzi dell'immaginazione, né allucinazioni: sono brillanti immagini del cielo azzurro, rifratte. Gli arabi li chiamano
Bahr el Shaitan, laghi di Satana