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Anche i deserti sud - occidentali dell'America settentrionale sono famosi per i loro miraggi. Gli abitanti della contea di Conchise, in Arizona, dove un lago di 15 km corre lungo la ferrovia, raccontano una tragica storia.

Il lago appare sempre colmo d'acqua d'inverno, quando lo è veramente, sia d'estate, quando è prosciugato. In questo caso, "l'acqua" è fornita da un miraggio ricorrente, dovuta alla luce del cielo rifratta dall'aria calda sovrastante il letto rovente del lago. Un giorno d'estate, un pilota, che si ricordava del lago per averlo visto d'inverno, tentò di ammarare sulle sue "acque" con un idroplano; non appena iniziò la manovra, il miraggio scomparve improvvisamente.

L'aereo esplose al contatto con il suolo e il pilota morì per le ferite riportate nell'incidente. Quando le superfici di contatto tra uno strato d'aria calda e uno d'aria più fresca sono irregolari, le immagini rifratte di solito risultano deformate. L'esploratore americano Roy Chapman Andrews, una volta, vide favolosi animali, simili a cigni enormi, che guadavano un lago nel deserto del Gobi.

Alla distanza di poche centinaia di metri, la creature gigantesche, che sembravano venute da un altro mondo, camminavano con zampe simili a trampoli lunghi quasi 5 metri. Andrews propose immediatamente all'artista della spedizione di, di disegnare gli strani animali. Egli stesso si avvicinò,  di soppiatto, al lago, ma improvvisamente le acque si ritirarono e i fantomatici mostri si trasformarono in esili antilopi, che pascolavano tranquillamente in mezzo alla scarsa vegetazione.

Uno strato d'aria calda aveva prodotto la visione dell'acqua e la sua forma irregolare aveva grottescamente deformato le immagini dei corpi degli animali. Nella prima guerra mondiale, durante la battaglia fra Turchi e Inglesi, un miraggio interruppe il fuoco dell'artiglieria britannica. Davanti agli occhi degli artiglieri inglesi era apparso improvvisamente un immaginario ed ingannevole paesaggio, che nascondeva completamente le posizioni nemiche.

Il rapporto del comandante inglese sull'andamento delle operazioni recava la sorprendente annotazione: "Il fuoco è stato temporaneamente interrotto a causa di un miraggio.

Nel 1798, l'esercito di napoleone si trovò alle prese con i miraggi in Egitto. A quel che si racconta, di fronte a paesaggi capovolti, a laghi che scomparivano e a steli d'erba che si trasformavano in palme, le truppe caddero in ginocchio pregando fervorosamente per salvarsi in quella che ritenevano l'imminente fine del mondo. Un membro della spedizione, il matematico Gaspard Monge, dovette usare tutto il suo talento per spiegare scientificamente il fenomeno e rinfrancare i soldati.

Un tipo di miraggio differente è quello polare; si crea quando l'aria immediatamente sopra al suolo e molto fredda, e sovrastata da uno stato più caldo. L'osservatore può allora vedere le immagini illusorie di oggetti lontani spostanti in alto, verso il cielo. Tali miraggi spesso danno luogo a immagini doppie.

Questo succede, per esempio, quando una nave o un iceberg galleggianti in mare calmo, si specchiano nell'acqua. In tal caso, il miraggio può produrre sia l'immagine reale dell'oggetto, sia quella riflessa. Un caso di "doppia esposizione", come questa, fu registrato circa mezzo secolo fa, nell'Antartide, dalla spedizione al Polo Sud guidata dal comandante Robert Falcon Scott, nel 1912.

Gli uomini, tornando sulla costa dopo un'escursione nell'interno, videro una doppia immagine della nave - appoggio 
Terra Nova penzolante nel cielo; le due visioni, una sopra l'altra, mostravano l'imbarcazione, rispettivamente dritta e capovolta; e il fumo usciva dai camini delle due immagini specchiate in opposte direzioni. La nave vera era nascosta dietro alcune alture.

A volte, questi scherzi dell'atmosfera sono veramente divertenti. Talora anche a Parigi si verificano le condizioni atmosferiche adatte per i miraggi; e allora i parigini si soffermano ad osservare, divertiti, l'immagine capovolta della Torre Eiffel.

Si racconta anche che durante la prima guerra mondiale il comandante di un sottomarino tedesco, giunto in prossimità della costa dell'America settentrionale, abbia messo a fuoco con il suo periscopio un miraggio: i grattacieli di New York se ne stavano sospesi per aria, sopra di lui. Anzi, sembrava che la città stesse per precipitare in mare, a testa in giù. Si dice che il sommergibilista, confuso e spaventato, abbia frettolosamente abbandonato la zona. Non sempre i miraggi mostrano un oggetto nella sua forma reale.

L'immagine può subire allargamenti, contrazioni o distorsioni (proprio come nella stanza degli specchi deformanti) a seconda della composizione e della disposizione degli strati d'aria rifrangenti. Nei miraggi, un banco di ghiaccio galleggiante nell'oceano Artico può diventare un iceberg molto pericoloso, una palma si trasforma in filo d'erba e una capanna di pescatore in un enorme palazzo. In certe situazioni, si può vedere il miraggio di un oggetto che sta dietro un angolo.

Questo può accade quando uno strato d'aria rifrangente di forma lungo una superficie verticale; ad esempio, nel caso di una parete rocciosa ghiacciata. I raggi di luce allora, deviati dalla rifrazione, possono aggirare la roccia. A un viaggiatore capitò, sulle Montagne Rocciose, di rendersi conto della presenza di un orso nascosto dietro la curva di un sentiero, grazie ad un miraggio che ne rifletteva l'immagine nel modo sopra descritto.

Forse il più interessante miraggio del mondo è la "fata morgana", che di quando in quando appare nello stretto di Messina e nella baia di Tomaya in Giappone. Questo particolare miraggio prende il nome dal personaggio di una antica favola, Morgana appunto, una bella fata che viveva in un magico palazzo sottomarino.

Per lungo tempo, il nome è stato usato a sproposito per indicare qualsiasi tipo di miraggio. Perché la fata Morgana appaia, è necessario che sul mare si formi uno strato d'aria molto caldo, sovrastato da uno più freddo; e che su questo secondo strato più freddo ce ne sia un altro di nuovo caldo.

Lo strato intermedio, freddo, produce due miraggi e inoltre si comporta come una lente cilindrica che ingrandisce le dimensioni verticali.

La fata Morgana non appare all'improvviso; di solito viene preceduta nel cielo da una nuvola fantasma.

Quando, sullo stretto di Messina, l'aria è calda e il mare è calmo, su questa strana nuvola può cominciare a luccicare l'immagine di una splendida città costiera. Presto può comparire una seconda città al di sopra della prima e poi ancora una terza, tutte formate da torri e palazzi lucenti.

A volte si ha l'impressione di vedere case giacenti sott'acqua - là dove si dice abiti la fata Morgana - e persone avvolte in manti bianchi ondeggianti, che passeggiano su strade sconosciute. Ancora oggi, si discute sulla possibile origine delle immagini rifratte dalla fata Morgana, che appaiono nello stretto di Messina.

Alcuni osservatori pensano che il miraggio sia l'immagine, rifratta, della città di Messina; altri affermano che si tratta invece di una striscia di costa, i cui alberi e pietre sono stati tanto ingranditi e deformati da sembrare torri e palazzi; altri ancora sostengono che l'immagine sia quella di un qualche villaggio di pescatori, trasformato in una bellissima città dal magico miraggio.

Comunque sia, la fata Morgana rimane un fenomeno un fenomeno atmosferico tra i più spettacolari.


 



Aggiornato il: 08/09/2008 alle ore 17.39.28


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