Il viaggio del 1985Visto l'ottimo esito didattico e culturale del viaggio del 1984, l'anno successivo decidemmo di riproporlo. Nel frattempo era cambiato il preside. Il prof. Tagliaferri era stato trasferito a Parma e nell'Istituto fu trasferito, da Lametia Terme, il prof. Vincenzo Bazzano. Si trattava di un personaggio ben diverso dal predecessore, poco incline alle innovazioni. Proveniva da un istituto alberghiero, e la prima cosa che chiese arrivando a Chiavari fu ove fosse l'appartamento del preside. Informato che non c'era alcun appartamento per il preside, dovette ripiegare sull'ospitalità del seminario. Quando gli proponemmo l'organizzazione del viaggio, dapprima disse di no in quanto poteva "essere pericoloso". Gli chiedemmo in cosa, naturalmente non seppe darci una risposta convincente. Poi, quando capì che si trattava di Monaco di Baviera, e non di Montecarlo, cambiò subito idea. Infatti suo figlio risiedeva colà, per cui disse che coglieva l'occasione di partecipare per poterlo incontrare. Ovviamente accompagnato dalla moglie, all'uopo richiamata dalla Calabria. Con un giro di parole ci fece anche intendere che la quota di partecipazione di sua moglie sarebbe dovuta emergere dalle gratuità previste dall'agenzia di viaggi. Il viaggio fu organizzato, questa volta, da un'agenzia di Chiavari e si svolse dal 18 al 23 marzo 1985, sperando, a torto, che il clima fosse più clemente. I partecipanti furono 40, con gli alunni raccolti in varie classi, e, fatto singolare, con un discreto numero di partecipanti del viaggio del 1984.
Il viaggio di andata fu molto avventuroso. Arrivati al Brennero fummo investiti da una forte nevicata, tale che ci costrinse a fermarsi per mettere le catene al pullman. Oltre a ciò l'autista era uno solo e, per di più, in non buone condizioni di salute, per cui dovemmo aiutarlo nell'operazione, per altro non certo semplice. Comunque, con qualche ora di ritardo, arrivammo a Monaco, anche un po' affamati a causa del mancato pranzo a Innsbruck. L'hotel era degno di questo nome, decisamente confortevole rispetto l'anno precedente, anche se un po' più decentrato. Appena arrivati il preside si infilò in camera con la moglie e ci disse che lui non avrebbe partecipato alle visite, né alle cene, in quanto in visita al figlio. Lo rivedemmo la sera precedente la partenza, e nemmeno ci chiese se era andato tutto bene. La visita ebbe, più o meno, lo stesso svolgimento dell'anno precedente, con visite a Dachau, al Deutches Museum, alla Città olimpica e, questa volta, anche al Castello di Nymphenburg. Il fatto di disporre di un giorno in più ci permise una doppia visita al Deutches Museum, con la possibilità di visitare la maggior parte delle collezioni, comprese alcune chiuse l'anno precedente. Fu, inoltre, possibile una più accurata visita del centro, in particolare della zona intorno a Marienplatz ed anche, per alcuni docenti ed alunni, una, pur non esaustiva, alla Alte Pinacoteck con la visione d alcuni capolavori di Raffaello, Giotto, Leonardo, Tiziano, Tiepolo, rembrand, Van Dyck, Rubens, Durer. Per le cene serali scegliemmo alcune tra le più famose birrerie, quali Augustiner e Hofbräuhaus, anche se alcuni alunni preferirono una pizzeria. Nel viaggio di ritorno, anche questa volta, ci fermammo nel ristorante di Bressanone. Del viaggio del 1984 dispongo di alcune diapositive che ho digitalizzato nello slideshow. Per visualizzarlo. in una finestra popup, è sufficiente cliccare sull'immagine sottostante.
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