Gli alcheni
Materiali occorrenti:
1-ottene - Esano - Tetracloruro di carbonio - Permanganato di potassio sol. 0.001 M -
Idrossido di sodio sol. 1 M - Acqua di bromo satura - Paraffina - Cloruro di sodio -
Etanolo - Iodio bisublimato - Vetreria.
Richiami teorici:
Gli alcheni ( oleofine ) sono composti nei quali il carbonio è
ibridato sp2. Ogni orbitale forma con quelli vicini angoli di 120°. Tra due
atomi di carbonio è presente un doppio legame formato da un
legame di tipo s
e da una nube elettronica ad esso
perpendicolare che corrisponde al legame
p; questo è, perciò, formato dall'orbitale p non ibridato che si sovrappone ad
un altro orbitale p non ibridato dell'atomo di carbonio vicino. La formula generale è CnH2n .Hanno comportamento apolare. Gli alcheni da C2 a C4 sono gassosi;
liquidi da C5 a C16 e solidi quelli da C17 in poi.
Le reazioni degli alcheni comportano, in genere, la rottura del
legame, addizionando ioni o radicali. Sono possibili reazioni di
ossidazione con ossidanti forti.
In queste note sono trattate, in generale, le reazioni facilmente
eseguibili in laboratorio, ovvero le reazioni di ossidazione a glicoli e di addizione di
alogeni.
Ossidazione a glicoli:
alcuni ossidanti energici, ad es. permanganato di potassio, in
ambiente alcalino e a freddo, trasformano gli alcheni in glicoli ( o dioli
), alcooli con
due gruppi -OH. La reazione, riferita all'etilene è la seguente:

Addizione di alogeni:
gli alcheni reagiscono con facilità con bromo e cloro
venendo trasformati in composti saturi contenenti 2 atomi di alogeno legati ad atomi
adiacenti di carbonio. Questi composti sono detti alogenuri alchilici. La reazione
avviene miscelando alchene e alogeno in soluzione di tetracloruro di carbonio. La
reazione, riferita all'etilene è la seguente:

Esecuzione dell'esperienza:
Parte prima: ossidazione a glicol dell' 1-ottene:
In una provetta porre 3 o 4 mL di permanganato di potassio sol. 0.001 M ed
alcalinizzare con 2 o 3 gocce di idrossido di sodio sol, 1 M;
si aggiunge, infine, 1 mL di 1-ottene ed agitare.
In breve si osserva la scomparsa della colorazione viola, con comparsa di
un colore bruno tenue; ciò indica l'avvenuta riduzione del Mn7+ a Mn4+ con contemporanea
ossidazione dell'1-ottene a glicol ottilenico ( 1,2-ottandiolo ) con la
reazione:

Nota: la comparsa di una colorazione verdastra indica che non è
avvenuta una completa riduzione del Mn7+ a Mn4+ ma, bensì, una
parziale riduzione a Mn6+. Questo
può essere dovuto o ad una concentrazione molare di KMnO4 troppo elevata o ad una basicità troppo accentuata. Quest'ultima situazione
provoca, infatti, uno stabilizzarsi del Mn6+.
Per ovviare a quanto sopra conviene ripetere l'esperienza con soluzione
di permanganato più diluita ed alcalinizzando meno. Al limite, può favorire la reazione
un blando riscaldamento al bunsen.
Parte seconda: addizione di bromo all'1-ottene:
Si pongono in una provetta 4 o 5 mL di acqua di bromo satura e si
aggiunge 1 mL circa di 1-ottene, agitando la miscela. In breve si osserva lo
scolorimento dell'acqua di bromo ad indicare che il bromo stesso si è legato all'alchene,
rompendo il doppio legame e formando un alogenuro alchilico:

Parte terza: prove comparative di miscibilità e solubilità:
Gli alcheni hanno comportamento apolare. E' possibile verificare tale
comportamento con prove di miscibilità da effettuarsi con altri idrocarburi o
derivati ( es. esano, benzene, tetracloruro di carbonio, cloroformio
) e con solventi polari (es. acqua o etanolo ).
Prove di solubilità nell'alchene possono essere effettuate, ad esempio,
con un alcano solido ( paraffina ) e con sostanze di tipo molecolare ( es. iodio,
saccarosio ) o ionico ( es. cloruro di sodio ).
I risultati delle prove di cui sopra possono essere
raccolti in una tavola sinottica appositamente preparata.
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