Gli esteri
Materiali occorrenti:
Acido acetico glac. - Etanolo 95 % - Olio di oliva ( o di semi ) - Idrossido di sodio
sol. 8 M - Cloruro di sodio crist. - Acido solforico sol. 95 % - Sapone di Marsiglia -
Vetreria .
Richiami teorici:
Gli esteri sono composti derivati dalla reazione di un acido carbossilico ed un alcool
con eliminazione di acqua, secondo la reazione generica:

Nel gruppo caratteristico, detto alcossilico, O-R' il
radicale può essere di tipo alifatico o aromatico.
Gli esteri a basso P.M. sono molto volatili ed hanno odori
caratteristici, spesso simili a quelli di vari frutti. Sono composti molecolari pochissimo
solubili in acqua e solubili nei composti apolari.
Se la reazione di formazione avviene tra un acido carbossilico
con numero di atomo di carbonio da 12 a 22 e il glicerolo ( 1,2,3-propatriolo
) si ottiene un trigliceride :

Se a reagire è un acido carbossilico saturo ( es. laurico,
palmitico, stearico ) il trigliceride è solido e si dice grasso.
Se a reagire è un acido carbossilico insaturo ( es. linoleico,
linolenico, oleico ) il trigliceride è liquido e si dice olio.
Di norma grassi e olii contengono diversi acidi carbossilici.
Esecuzione dell'esperienza:
Parte prima: sintesi dell'acetato di etile ( etanoato di etile ):
La reazione di sintesi di un estere è abbastanza lenta e richiede alte temperature. E'
perciò necessario utilizzare un sistema di riscaldamento formato da un pallone e da un
" refrigerante a ricadere " al fine di evitare l'evaporazione dei
reagenti.
In un pallone in vetro pyrex da 250 ml. si versano 20 mL di acido acetico glaciale
e 20 mL di alcool etilico 95°; si mescola e si aggiungono, goccia a goccia,
10 mL di acido solforico sol. 95 % . Si monta il refrigerante e si riscalda
lentamente per circa 10 minuti.
A reazione avvenuta si lascia raffreddare e dopo 10 minuti si aggiungono 100 mL circa
di acqua distillata. L'estere formatosi, l'etanoato di etile, avendo
densità minore ed essendo insolubile, galleggerà sull' acqua. L'eccesso di acido può
essere eliminato con agitazione in una soluzione al 10 % di carbonato di sodio e
l'estere essere separato attraverso un imbuto separatore. La reazione avvenuta è:

Parte seconda: reazione di idrolisi di un trigliceride ( reazione di
saponificazione ):
La reazione di un trigliceride con una soluzione di idrossido
di sodio ( o di potassio ) porta alla formazione di un sale sodico ( o potassico
) di un acido grasso. Tale prodotto è un sapone. I saponi sono duri quando
si tratta di sali sodici e molli quando si tratta di sali potassici.
In un becker da 100/200 ml. si versano 10 mL di olio di oliva ( o
di semi ) e 5 mL di idrossido di sodio sol. 8 M. Si aggiungono 10 mL di acqua
distillata e si porta il becker su una reticella amiantata posta su un bunsen, procedendo
ad un lento e cauto riscaldamento. Si agita frequentemente, aggiungendo acqua se questa
evapora, fino a che la saponificazione non si è completata. Quando si osserva la comparsa
di schiuma e la completa assenza di gocce di olio, si aggiunge una spatolata di cloruro
di sodio crist. al fine di favorire l'aggregarsi del sapone in micelle. Si lascia
raffreddare e si recupera il sapone formatosi. Da notare che il prodotto è notevolmente
alcalino.
La reazione avvenuta è:

Parte terza: esame del potere detergente dei saponi:
L'azione detergente del sapone è determinata dalla struttura molecolare
dello stesso in cui esiste una parte lipofila apolare ( coda ) ed una parte
idrofila polare
( testa ):

Lo sporco grasso viene aggredito dalle code lipofile e ridotto in
particelle ove le stesse code affondano; le particelle sono disperse nell'acqua per mezzo
delle teste idrofili. L'azione meccanica porta al completo distacco dello sporco.
Per verificare l'azione detergente del sapone, si preparano due provette
contenenti ciascuna 5 mL di acqua distillata e 5/10 gocce di olio. In una
delle due provette si aggiunge una piccola quantità di sapone di Marsiglia ( o del
sapone precedentemente preparato ). Si agitano entrambe le provette e si nota che nella
prima provetta, quella senza il sapone, si ha stratificazione dell'olio sull'acqua, mentre
nella seconda provetta, quella contenente il sapone, si ha una omogenea dispersione delle
particelle del grasso nell'acqua.
Le proprietà detergenti dipendono, quindi, dalla capacità del sapone
di formare emulsioni in cui le molecole del sapone stesso " racchiudono " le
particelle di sporco in un involucro solubile in acqua che ne permette la dispersione.

Sommario
|