Studio della fusione e
della solidificazione di una sostanza
Materiali occorrenti:
Tiosolfato di sodio - Termometro 0-100 °C, div. 0.1 °C -
Cronometro - Bunsen - Sostegni - Vetreria.
Esecuzione dell'esperienza:
Scopo dell'esperienza è lo studio analitico della fusione e
della solidificazione di una sostanza e la graficazione dei
risultati ottenuti. Si utilizza il tiosolfato di sodio
( Na2S2O3
· 5H2O ) per
il suo basso punto di fusione, 47.5 °C.
Parte prima: fusione:
Si riempe a metà un provettone con il tiosolfato di sodio
e nel sale si immerge completamente il bulbo del termometro; si
fissa il termometro con un sostegno, in modo che il bulbo non
possa toccare le pareti del provettone, si immerge questo in un
becker da 800 mL pieno di acqua, sospendendolo con altro idoneo
sostegno. Si pone il tutto su un treppiede con reticella
amiantata posto sopra un bunsen, si accende questo con fiamma
bassa, portando il sale alla temperatura di 40 °C. Giunti a
questo valore si fa partire il cronometro, si agita costantemente
l'acqua con una bacchetta e si rileva la temperatura ad
intervalli di 30 secondi, annotandola sul foglio di
esercitazione. Arrivati ad una temperatura di 60 °C si spegne il
bunsen e si procede alla seconda parte dell'esperienza.
Parte seconda: solidificazione:
Si procede esattamente come nella prima parte, facendo partire
il cronometro quando il termometro indica che il tiosolfato fuso
ha una temperatura di 60 °C, ed effettuando rilevazioni ogni 30
secondi, fino a che la massa del sale non avrà raggiunto una
temperatura di circa 30-35 °C. Si annotano anche questi valori
sul foglio di esercitazione.
Parte terza: graficazione dei risultati:
Si prendono i risultati dell'esperienza di fusione e si
riportano nelle ascisse di un grafico cartesiano i valori
del tempo trascorso e nelle ordinate i valori delle
temperature raggiunte dal sale. Si osserva che nel grafico
la temperatura sale rapidamente, ma presenta una sosta, con
appiattimento del grafico, in corrispondenza del valore di 47.5
°C ; in questo punto, infatti, pur continuando a somministrare
calore, la temperatura resta costante. Infatti coesistono ancora
gli stati solido e liquido e l'energia fornita serve a rompere le
forze che formano il reticolo cristallino del sale; questa parte
del grafico corrisponde alla sosta termica. Non appena
tutto il tiosolfato di sodio si è liquefatto, la temperatura
riprende a salire e con essa la curva del grafico.
Si prendono, infine, i valori dell'esperienza di
solidificazione e si trattano in modo eguale; il grafico
risultante è esattamemte il contrario del precedente, o, meglio,
ne è l'immagine speculare; anche questo grafico presenta, al
valore di 47.5 °C la sosta termica durante la quale
l'energia termica ceduta dal sale fuso serve per riorganizzare il
reticolo cristallino.
Nota operativa: per una buona riuscita dell'esperienza
è necessario che termometro, provettone e becker siano
assicurati in modo tale da non venire direttamente a contatto,
che il riscaldamento sia lento e costante e che le letture siano
tempestive e precise. Al posto del bunsen si può utilizzare una
piastra riscaldante elettrica.

Grafico della fusione

Grafico della solidificazione
Sommario
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