La pila di Leclanché
Materiali occorrenti:
Pila Leclanché (modello didattico) - Cloruro di ammonio sol.
10 % - Voltmetro - Amperometro - Lampadina 1.5 V, 0.3 A - Cavi.
Richiami teorici:
Nella pila a secco di Leclanché le soluzioni ove sono immersi
gli elettrodi sono sostituite da poltiglie gelatinose. Il
rivestimento esterno è in zinco ed agisce da anodo
( - ). Una barretta di grafite, immersa nella
poltiglia ha l'esclusiva funzione di conduttore per la stessa,
costituita da MnO2, NH4Cl, ZnCl2, nerofumo, amido ed
H2O, che svolge le funzioni di catodo ( +
).
Durante il funzionamento lo zinco si
ossida mentre il biossido di manganese si riduce.
Le semireazioni sono tuttora discusse, anche se
le più probabili sembrano le seguenti:
| ossidazione |
Zn
¾® Zn2+ + 2e |
E0 = -
0.76 v |
| riduzione
|
2MnO2 + 2NH4++ 2e
¾®
2MnO(OH) + 2NH3 |
E0 = +
0.75 v |
| |
¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ |
|
| |
Zn
+ 2MnO2 + 2NH4+
¾® Zn2+ + 2MnO(OH) + 2NH3 |
E0= +
1.51 v |
La f.e.m. espressa dalla pila Leclanché
è, quindi, di circa 1.5 volts.
La pila di Leclanchè si scarica quando le
reazioni raggiungono l'equilibrio. Gli ioni Zn2+ prodotti
dall'ossidazione anodica reagiscono con gli ioni della poltiglia
con la reazione:
Zn2+
+ 2NH4+ + 2OH
- ¾®
[Zn(NH3)2]2+
+ 2H2O .
Questo permette di mantenere bassa la
concentrazione di Zn2+ e, di conseguenza, costante la f.e.m..
Nella pila lasciata a riposo l'ossidazione di questo ione
complesso genera un potenziale maggiore di quello dello zinco,
per cui la pila può recuperare parte della carica.
L'ammoniaca che si libera al catodo
isola la barretta di grafite, interrompendo il flusso di
elettroni. La f.e.m. decresce, quindi, progressivamente.
Esecuzione dell'esperienza:
Si pone l' anodo cilindrico in zinco nel
contenitore in plastica. All'interno del tutto si pone il
complesso formato dal cilindro in grafite e dalla poltiglia.
Si versa nello spazio rimasto la soluzione di cloruro di
ammonio fino a coprire il tutto. Quest'insieme costituisce il
catodo.
Si collegano, utilizzando due fili di diverso colore, l'anodo
ed il catodo con un voltmetro, rispettando la polarità, e si
misura la f.e.m. Questa risulta pari a circa 1.5 volts.
Dopo si collega la pila all' amperometro e ad un utilizzatore,
ad esempio una lampadina da 1.5 v e 0.3 A, costituendo un idoneo
circuito elettrico; si determina, così, l'intensità della
corrente prodotta. Nel caso della pila didattica tale
intensità è pari a circa 0.5 A; essa, quindi, è in
grado di accendere la lampadina.
Al termine dell'esperienza si lavano con cura gli
elementi con acqua corrente e si fanno asciugare all'aria.

La pila di Leclanché
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