Le misure fisiche
Materiali occorrenti:
Riga millimetrata - Calibro a nonio - Calibro di Palmer -
Bilancia analitica - Bilancia tecnica - Pesiera -Burette da 50 mL
- Palloni tarati - Cilindri graduati - Sferetta in acciaio Ø 0.5
cm circa - Cilindretti di zinco o di altro metallo - Sale da
cucina.
Richiami teorici:
1 - Le misure:
Misurare una grandezza significa attribuire ad essa un valore
numerico. Le misurazioni sono di due tipi:
1.1 - Misurazioni dirette:
Quelle nelle quali si confronta la grandezza di un oggetto con
una appropriata unità di misura. Sono di questo tipo, ad
esempio, le misure di lunghezza effettuate con un metro e
le misure di massa effettuate su una bilancia tecnica a
due piatti e bracci eguali, utilizzando delle masse campioni.
La precisione dipende dalla rappresentatività del
campione e dall'accuratezza delle esecuzioni.
1.2 - Misurazioni indirette:
Quelle nelle quali la misura di una grandezza si ricava da
misure di altre grandezze. E' di questo tipo, ad esempio, la
misura della densità che si ricava dal rapporto tra la
misura della massa e la misura del volume ( d = m / V ).
2 - Gli strumenti:
Le misurazioni possono essere effettuate utilizzando due tipi
di strumenti: gli strumenti tarati e gli strumenti graduati.
2.1 - Strumenti tarati:
Sono, per lo più, vasi in vetro per misure di capacità dei
liquidi ; riportano una o due tacche rappresentanti i limiti di
riempimento del liquido per avere ad una data temperatura, di
solito 20 °C, una quantità precisa dello stesso, pari a quella
riportata sullo strumento stesso. A causa della dilatazione del
vetro questi strumenti, come tutti gli altri dello stesso
materiale ( vedere oltre ) garantiscono precisione elevata solo
alla temperatura indicata. Sono strumenti tarati le pipette
e i palloni tarati.
2.2 - Strumenti graduati:
Vasi, per lo più in vetro o materiale plastico, a forma
regolare riportanti una scala graduata suddivisa in sottomultipli
dell'unità di misura. Questa scala permette letture intermedie
molto precise. Si utilizzano per le misure dei volumi dei liquidi
pipette, cilindri o bicchieri graduati, nei
quali sono riportati come unità di misura il cm3 ( o il mL ) ed i suoi
sottomultipli ( o multipli ).
Anche il termometro, utilizzato per misurare la
temperatura di un corpo, o le aste graduate ed i metri
per le misure di lunghezza sono strumenti graduati.
3 - Gli errori:
Effettuando misurazioni fisiche è praticamente impossibile
non commettere errori. Questi debbono essere considerati da chi
esegue la misura. Gli errori sono di due tipi:
3.1 - Errori accidentali:
Errori variabili, attribuibili all'esecutore, quali le errate
letture di uno strumento. Si tratta di errori eliminabili con una
maggiore attenzione.
3.2 - Errori sistematici:
Errori non eliminabili anche dal più attento esecutore, in
quanto sono dovuti alla imprecisione delle scale degli strumenti
o al modo di usarli. Questi errori devono essere, tuttavia,
considerati e valutati. Per questo è necessario ripetere più
volte la misura, annotando i valori trovati e considerando come
misura attendibile la media dei valori trovati.
Si debba, ad esempio, trovare la massa ( m ) di un campione
utilizzando una bilancia tecnica a due piatti e masse campione.
Si effettuano n pesate trovando n valori chiamati m1 , m2
, m3, .... , mn . Si ha:
Per errore assoluto ( ea
) si indica la semi differenza tra il valore massimo ( M )
ed il valore minimo ( m ) ottenuti:

Per errore relativo si intende il rapporto percentuale
esistente tra l'errore assoluto e la grandezza misurata.
Nel caso di misurazioni indirette bisogna tener conto degli
errori di ogni singola misurazione.
4 - L'approssimazione:
Nei calcoli delle misure è necessario avere un corretto
criterio di approssimazione specie se si utilizza una
calcolatrice. Tale criterio può essere, ad esempio, quello che
impone la riduzione del numero delle cifre a quelle dette " cifre
significative ".
Ad esempio, dovendo misurare la densità di un corpo
avente m = 6.6 g. e v = 0.9 cm3
si ottiene un valore di 7.3333333 . E' evidente che il quoziente
non può essere più preciso di dividendo e divisore, per cui è
sufficiente indicare la prima cifra decimale con le regole di
approssimazione. Il risultato sarà pertanto =7.3 e sarà detto
" a 2 cifre significative ".
Con il Sistema Internazionale ( S.I. ) sono stati introdotti
dei prefissi corrispondenti a multipli e sottomultipli,
applicabili a tutte le unità di misura;
Esecuzione dell'esperienza:
Parte prima: le misure di lunghezza:
La lunghezza è una grandezza fisica fondamentale del Sistema
Internazionale ( S.I. ), la cui unità di misura è il metro
( m ). E' una proprietà estensiva della materia,
dipendente, cioè, dalla quantità di quest'ultima e,
correntemente, è intesa come la dimensione orizzontale più
estesa di un corpo.
Si procede alla misura della lunghezza di alcuni oggetti d'uso
comune, utilizzando prima la riga millimetrata ed
annotando i risultati; con tale metodo l'accuratezza delle misure
è di circa ± 1 mm.
Disponendo di calibri è possibile effettuare letture
più accurate di oggetti piccoli.
Il calibro a nonio o ventesimale è costituito
da un'asta graduata con un'estremità piegata a becco e da
un corsoio, recante anch'esso un becco. Il corsoio può
essere bloccato nella sua corsa da un sistema a pressione. L'asta
presenta una scala millimetrata lunga, di solito 20 cm; il
corsoio porta un nonio ventesimale, ovvero con 20
divisioni per un totale di 19 mm . L'oggetto da misurare si pone
tra i due becchi che vengono stretti senza sforzo; la dimensione
si legge sulla scala millimetrata dell'asta, in corrispondenza
del riferimento posto sulla parte superiore del corsoio. Se la
divisione dell'asta non corrisponde perfettamente al riferimento,
si osserva sul nonio quale divisione ventesimale sia
perfettamente collimata con una divisione dell'asta e tale
valore, in ventesimi di mm, si aggiunge alla misura
principale.
Supponiamo, ad esempio, di voler misurare il diametro di una
sferetta di acciaio e di leggere sull'asta una dimensione di 22
mm; tale valore non è, però, perfettamente coincidente con il
riferimento. Sul nonio si osserva perfetta coincidenza tra la
quarta divisione ed uno dei valori segnati sull'asta: per questo
si aggiungono ai 22 mm 4/20 di mm ( ovvero 0.2 mm ). La
dimensione esatta dell'oggetto è, quindi di 22.2 mm.
Il micrometro di Palmer ( detto anche palmer )
può effettuare misure di lunghezza con precisione del centesimo
di millimetro. Lo strumento è formato da una parte fissa a forma
di U, detta arco e da una
mobile cilindrica con una filettatura che si avvita all'arco.
La parte mobile presenta una vite micrometrica ed un
tamburo graduato ad essa solidale. La vite micrometrica riporta
incisa una scala di 50 divisioni; sulla parte mobile è riportata
la scala principale di riferimento con suddivisioni di 0.5 mm ed
una linea detta " linea di fede ".
Si misura, ad esempio, il diametro della sferetta in acciaio
ponendola all'interno dell'arco e la si comprende con la parte
mobile, senza schiacciarla, agendo sull'apposita frizione; si
rileva la misura in millimetri sulla scala di riferimento, 22 mm;
si procede, quindi, alla lettura micrometrica osservando quale
divisione della vite micrometrica collima con la linea di fede.
Se, ad esempio, il valore è di 24, questo va addizionato al
valore di 22, per un totale di 37.24 mm.
Parte seconda: Misure di volumi:
Il volume è una grandezza fisica derivata ed indica lo
spazio occupato da un corpo. E' anch'essa una proprietà
estensiva e la sua unità di misura nel S.I. è il metro
cubo ( m3 ).
Per i fluidi è possibile utilizzare una unità non S.I., il litro
( L ) che corrisponde ad 1 decimetro cubo ( 1 L = 1 dm3 )
ed i suoi sottomultipli, il centilitro ( cL , 1
cL = 10 cm3 ) e, soprattutto, il millilitro
( mL, 1 mL = 1 cm3
).
Per oggetti rappresentanti dei solidi geometricamente
regolari è possibile la misura del volume utilizzando
le relative formule, partendo dalla misurazione di uno dei
parametri ( es. lato, diametro, etc. ).
Per i liquidi si utilizzano recipienti tarati ( cilindri,
palloni, pipette, burette, etc. ) tenendo
conto delle norme per un corretto rilevamento dei valori
( collimazione, temperatura d'uso, tolleranza ).
Per solidi geometricamente irregolari si può procedere
all'immersione degli stessi, se la loro costituzione lo permette,
in idonei cilindri graduati, nei quali sia stata versata
acqua fino ad un livello intermedio, di solito una tacca
indicante una decina di mL osservando l'incremento del livello
del liquido e sottraendo a questo la quantità iniziale
dell'acqua.
Si prende un cilindro graduato da 100 mL e lo si riempie di
acqua fino alla tacca di 50 mL; si immerge con cura l'oggetto da
misurare, una piccola pietra, e si osserva che il livello è
salito fino a 75 mL: questo significa che il volume della pietra
è di 25 cm3 ( 75 - 50 = 25 ; 1 mL di acqua
= 1 cm3 !! ).
Parte terza: Misure di masse:
Giova ricordare i concetti di massa e peso.
Per massa si intende la quantità di materia; è per
questo da considerarsi una proprietà estensiva della
materia. L'unità di misura SI è il kilogrammo ( kg
). La massa è misurata con bilance attraverso il
riferimento a masse campioni.
Per peso si intende la forza con la quale un corpo è
attratto dalla terra; l'unità di misura del sistema SI è il newton
( N ), ovvero la forza che imprime ad un corpo avente la
massa di 1kg l'accelerazione di 1m / s2
. La forza peso ha la direzione dell'accelerazione di caduta
( o di gravità g ) ed è diretta verso il centro della
terra. Essa è direttamente proporzionale alla massa del corpo e
la costante di proporzionalità è l'accelerazione di gravità
( g ) che, in un dato luogo, è la stessa per tutti i
corpi.
L'espressione della forza peso è, pertanto, F = m . g ed
il valore dell'accelerazione è g = 9.8 m / s2.
La misura delle masse può essere effettuata con un dinamometro.
Gli allungamenti della molla, considerando costante g,
risultano proporzionali alle masse.
La massa si ottiene, per via analitica, con l'espressione m
= F / g .
La massatura di un oggetto può essere più semplicemente
effettuata utilizzando bilance tecniche a due piatti,
ponendolo in un piatto, solitamente il sinistro, e ponendo
nell'altro masse campioni fino al raggiungimento dell'equilibrio.
La sensibilità di tali misure può arrivare ad 1 mg.
Attualmente nella pratica di laboratorio chimico si utilizzano
bilance analitiche monopiatto con metodo a sostituzione ed
indicatore ottico o digitale. La sensibilità di tali bilance
arriva a 0.01 mg.
Si procede alla massatura, utilizzando la bilancia tecnica o
la bilancia analitica della pietra di cui sopra di cui sopra, si
riportano sul quaderno di esercitazione i valori ottenuti nelle
due modalità confrontandoli in modo da evidenziare le diverse
sensibilità degli strumenti.
Parte quarta: Misure di densità:
Per densità si intende il rapporto tra la massa
( m ) ed il volume ( V ) ; si tratta di una proprietà
intensiva, non dipendente cioè dalla quantità di materia,
ed è caratteristica di ogni sostanza.
La misurazione della densità di un corpo solido può essere
facilmente effettuata, come già accennato, per via indiretta; si
misura il volume per via geometrica o per immersione in un
recipiente graduato contenente un liquido e la massa con una
adeguata bilancia. Unità di misura della densità nel S.I. è il
kg / m3.
4.1 - Misura della densità di campioni di un metallo:
Si vuole misurare la densità di tre cilindretti di metallo.
Si riempie di acqua una buretta da 50 mL fino ad una tacca
intermedia ( ad es. 30 mL ) e si immerge, con cautela, il
cilindretto di metallo più piccolo; si annota l'incremento del
livello del liquido, incremento che, espresso in cm3
e decimi , corrisponde al volume del cilindretto.
Si procede allo stesso modo per gli altri due cilindretti
annotando i rispettivi valori.
Si asciugano i tre cilindretti e si passa alla loro massatura
su bilancia analitica o tecnica, mantenendo l'accuratezza non
inferiore al milligrammo.
Con i valori rilevati si ricavano le densità dei singoli
cilindretti metallici, secondo la formula d = m / V .
I valori trovati devono essere quasi identici, nei limiti
dell'errore sperimentale, a dimostrazione che si trattava di un
unico metallo, lo zinco, e che la densità è una
proprietà costante per ogni tipo di materia.
4.2 - Misura della densità di un liquido:
La densità dei liquidi può essere misurata con i densimetri
o areometri , apparecchi in vetro formati da un
galleggiante zavorrato da pallini di piombo, da un asta graduata
per la densità e da un termometro. I densimetri si basano sul principio
di Archimede, poiché immersi in un liquido ricevono una
spinta dal basso all'alto proporzionale al volume della parte
immersa e alla densità del liquido, ovvero alla massa del
liquido spostato. Questi apparecchi sono tarati per operare a
temperature che devono essere rispettate, a meno di non operare
le relative correzioni.
La scala delle densità può essere espressa in g / cm3 oppure in altre unità come,
ad esempio, i gradi Baumè ( Bè ). La scala Baumè
parte dal valore = 0 corrispondente alla densità
dell'acqua distillata.
Si riempie un cilindro di vetro da 1000 mL fino a 5 cm dal
bordo con dell'acqua distillata; si immerge il densimetro e si
osserva a che valore della sua scala graduata corrisponde il
livello dell'acqua;
Si ritira lo strumento e si versano nell'acqua 200 g circa di sale
da cucina ( cloruro di sodio ) agitando con una
bacchetta fino a completa soluzione. Si immerge il densimetro e
si osserva la variazione di densità del liquido.
Misure più accurate di densità possono essere effettuate con
strumenti specifici molto precisi, ma di uso senza dubbio più
complicato. Sono di questo tipo, ad esempio, i picnometri
e la bilancia idrostatica di Mohr-Westphal.

Bilancia analitica monopiatto.
Calibro ventesimale. Micrometro di Palmer
Sommario
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