Ossidazione e riduzione
dell'oro
Materiali
occorrenti:
Oro - Acido nitrico sol. 65 % - Acido cloridrico sol. 37 % -
Cloruro di stagno II cristallino - Vetreria.
Richiami teorici:
L'oro è un metallo prezioso estremamente stabile; esso
infatti non può essere ossidato dai normali acidi, quali l'acido
cloridrico o l'acido nitrico, a causa del suo elevato
potenziale elettrochimico.
Per l'oro sono possibili due stati di ossidazione Au3+
,il più comune ed Au+;
in entrambi i casi i potenziali sono superiori a quelli propri
dell'acido nitrico e dell'acido cloridrico:
Infatti:
| Au+ + e
¾®
Aus |
E0 = +1.69 v |
| Au3+ + 3e
¾® Aus |
E0 = +1.40
v |
| 2H++ 2e
¾® H2(g) |
E0 = +0.00
v |
| NO3-+ 4H+ +3e
¾® NO
+ 2H2O |
E0 = +0.96
v |
L'ossidazione dell'oro può, però,
avvenire per azione di una miscela, in proporzioni di 1:3 tra gli
stessi acido nitrico ed acido cloridrico
concentrati; la miscela è detta acqua regia.
In questa miscela l'acido nitrico funge
da ossidante mentre gli ioni Cl
- dell'acido cloridrico
formano con gli ioni Au3+ dei complessi
cloroaurici [AuCl4] -. Il complesso
toglie gli ioni Au3+ dalla soluzione e
contemporaneamente l'acido nitrico ne ossida degli altri
dal metallo; questo, nonostante la Keq della reazione sia sfavorevole, porta tuttavia alla
completa solubilizzazione dell'oro.
La reazione ionica che avviene è:
| ossidazione |
Au
+ 4Cl -
¾® [AuCl4]
- + 3e |
| riduzione
|
3NO3- + 6H+
+ 3e ¾® 3NO2 + 3H2O |
| |
¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ |
| |
Au
+ 4Cl - +3NO3- + 6H+
¾® [AuCl4]
- + 3NO2 + 3H2O |
La riduzione dello ione Au3+
è possibile ad opera del cloruro di stagno II. Infatti
alcune gocce di soluzione di SnCl2 in una soluzione di cloruro aurico danno un
precipitato di oro colloidale dicroico, bruno al riflesso
ed azzurro-verdognolo per trasparenza, detto porpora di
Cassius.
La reazione ossidoriduttiva è:
| ossidazione |
3Sn2+
¾®
3Sn4+
+ 6e |
| riduzione
|
2Au3+
+ 6e ¾®
2Au |
| |
¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ |
| |
3Sn2+
+ 2Au3+
¾® 3Sn4+
+ 2Au |
Esecuzione dell'esperienza:
Parte prima: ossidazione dell'oro con acqua
regia:
Si prepara una quantità minima di acqua regia versando
in un becker da 100 mL 30 mL di acido cloridrico sol. 37
%; a questi si aggiungono, utilizzando una pipetta, lentamente e
con attenzione, 10 mL di acido nitrico sol. 65 %. Si
mescola con una bacchetta in vetro e si lascia riposare per
alcuni minuti.
Si pone in una provetta il campione di oro,
eventualmente anche oro commerciale 750 , ed in essa si
versa una quantità sufficiente di acqua regia; si attende
fino a completa solubilizzazione dell'oro.
La soluzione risultante, di colore debolmente giallo, è una
soluzione fortemente acida di [AuCl4]
- ; questa soluzione potrà essere
utilizzata per la fase successiva.
Parte seconda: riduzione di Au3+
ad Au per opera del cloruro di stagno II:
Si prepara una provetta contenente 4 o 5 mL di acqua
distillata; in essa si versano con una pipetta 1 mL circa
della soluzione acida di [AuCl4]
- ed una punta di spatolina di cloruro
di stagno II ( SnCl2 ); si agita ed in breve si
osserva il formarsi dell' oro colloidale ( porpora di
Cassius ) dall'aspetto dicroico, bruno al riflesso ed
azzurro-verdognolo per trasparenza.
Nel caso si sia esagerato con la quantità di
ione cloroaurico si osserverà una colorazione nerastra, per cui
sarà necessario ripetere l'esperienza con una quantità minore
di reagente.
Nota operativa: l' acqua regia è
abbastanza instabile, per cui è necessario prepararla al momento
dell'esperienza in piccole quantità.
La quantità di oro necessaria è assai
modesta; l'autore ha utilizzato una maglia rotta di catenina, per
di più non massiccia, per produrre 10 mL circa di soluzione
cloroaurica.
Sommario
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