|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La lamina di piombo, immersa nel terzo
becker si ricopre anch'essa di polvere nerastra, consumandosi
lentamente. Il piombo si è ossidato a Pb2+ mentre l'Ag+ si è ridotto
ad argento secondo la reazione: 2AgNO3
+ Pb ¾®
Pb(NO3)2+ 2Ag In forma ionica:
Nel quarto becker si immerge la lamina di zinco
che ha un identico comportamento. Infatti lo zinco si è
ossidato a Zn2+ mentre lo ione Ag+ si è ridotto ad argento elementare, secondo la
reazione 2AgNO3
+ Zn ¾®
Zn(NO3)2 + 2Ag In forma ionica:
1.2 - Beckers con nitrato di rame: Si prende una laminetta per ciascun metallo e
la si immerge nei beckers della seconda fila. Si nota subito che le lamine di argento
e di rame non danno luogo ad alcuna reazione
ossidoriduttiva. La lamina di piombo, immersa nel terzo
becker si ricopre di una polvere scura, mentre la soluzione
azzurra, lentamente, si scolora: il piombo si è ossidato
a Pb2+ mentre Cu2+ si è ridotto a rame, secondo la reazione: Cu(NO3)2
+ Pb ¾®
Pb(NO3)2 + Cu In forma ionica:
La lamina di zinco immersa nel quarto
becker, si ricopre velocemente di polvere scura, mentre la
soluzione azzurra, lentamente, si scolora: lo zinco si è
ossidato a Zn2+ mentre Cu2+ si è ridotto a rame metallico, secondo la
reazione: Cu(NO3)2
+ Zn ¾®
Zn(NO3)2 + Cu In forma ionica:
1.3 - Beckers con nitrato di piombo: Si prende una laminetta per ciascun metallo
immergendola nei beckers della terza fila: Si può subito notare che le lamine di argento,
rame e piombo non subiscono alcun processo
ossidoriduttivo. La lamina di zinco, invece, si ricopre
di una polvere nerastra, mentre lentamente si consuma: lo zinco
si è ossidato a Zn2+mentre Pb2+ si è ridotto a piombo metallico, secondo la
reazione: Pb(NO3)2
+ Zn ¾®
Zn(NO3)2 + Pb In forma ionica:
1.4 - Beckers con nitrato di zinco: Si prende una laminetta per ciascun metallo e
la si immerge nei beckers della quarta fila: Si nota che tutte le lamine non mostrano alcuna
reattività con la soluzione, a significare che alcun processo
ossidoriduttivo è in atto. Dalle esperienze è possibile costruire una scala della tendenza di un elemento ad ossidarsi: Zn > Pb > Cu > Ag e, ovviamente, una scala della tendenza di un elemento a ridursi: Zn2+ < Pb2+ < Cu2+ < Ag+ . Parte seconda: reattività dell'idrogeno: E' possibile determinare il livello di
reattività dell' idrogeno nei confronti dei metalli
precedenti. A tale scopo si prendono 4 lastrine dei metalli
e le si immergono, in successione, in una soluzione di acido
cloridrico 37 %, osservando ciò che avviene Le lastrine di argento e di rame
restano inalterate, a significare che nessun processo
ossidoriduttivo è avvenuto. La lastrina di piombo, opportunamente pulita con cartavetro, reagisce lentamente consumandosi e sviluppando sulla superficie bollicine di gas; il piombo si ossida a Pb2+ mentre H + si è ridotto ad idrogeno elementare, con formazione immediata di una molecola di H2, con la reazione: Pb + 2HCl
¾® PbCl2 + H2
In forma ionica:
La lastrina di zinco subisce un processo
analogo, ma più veloce, con evidente sviluppo di gas e rapido
consumarsi del metallo; in questo caso lo zinco si è
ossidato a Zn2+ mentre H + si è ridotto ad idrogeno elementare, con
formazione subitanea di una molecola di H2 ,
secondo la reazione: Zn + 2HCl
¾® ZnCl2 + H2
In forma ionica:
Dai dati sperimentali ottenuti è possibile inserire l'idrogeno nella scala della tendenza ad ossidarsi: Zn > Pb > H2
> Cu > Ag ed in quella della tendenza a ridursi: Zn2+ < Pb2+ < H+ < Cu2+ < Ag+ . Per conferma è possibile far gorgogliare dell'
idrogeno prodotto dalla reazione dello zinco con HCl
in una provetta con tubo di sviluppo, nei beckers contenenti le
quattro soluzioni degli ioni argento, rame, piombo
e zinco ( figura n.3 ); si osserva che Ag+ e Cu2+ si riducono
precipitando sotto forma di polvere metallica di argento e
rame, con contemporanea ossidazione di H + ad idrogeno
elementare, secondo la reazione già vista, mentre Zn e Pb
non si riducono affatto.
Figura 1
Figura 2
Figura 3 |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|