I saggi alla fiamma
Materiali occorrenti:
Sali, possibilmente cloruri, di litio, potassio, sodio, calcio, stronzio, bario, rame -
Fili al nickel-cromo montati - Acido cloridrico sol. 1:3 - Vetri blu al cobalto -
Vetreria.
Esecuzione dell'esperienza:
Si prelevano con una spatola piccole quantità dei sali in analisi, disponendole su un
foglio di carta.
Si versano in un vetro da orologio alcuni mL di acido cloridrico sol. 1:3.
Si prende un filo al Ni-Cr e si provvede alla sua pulizia inumidendolo con l'acido e
portandolo nella fiamma ossidante ( zona di fusione ) di un bunsen. Tale operazione è
completata quando la fiamma appare incolore.
Si inumidisce nuovamente il filo al Ni-Cr con l'acido, si raccolgono sulla punta alcuni
cristalli del primo sale in analisi e si osservano il colore ed i caratteri della fiamma.
L'acido cloridrico ha la funzione di permettere l'adesione al filo dei cristalli
del sale e di trasformare lo stesso, qualora già non lo fosse, in un cloruro, sale
particolarmente volatile. I sali così trattati, ricevendo energia termica dalla fiamma,
emettono una radiazione, caratteristica per ogni catione, che viene percepita dall'occhio
umano come luce colorata. La radiazione emessa può essere, ovviamente, scomposta da uno
spettroscopio nelle righe spettrali in modo da permettere un sicuro riconoscimento del
catione.
Si ripete l'esperienza con tutti i sali disponibili, avendo cura di sostituire il filo
al Ni-Cr ogni volta, o di pulirlo accuratamente.
E' opportuno annotare, per ogni catione, la colorazione ed i caratteri della fiamma.
I colori dei principali cationi sono:
Litio: rosso cardinale |
Calcio: rosso mattone |
Sodio: giallo intenso |
Potassio: violetto |
Stronzio: rosso a sprazzi |
Bario: verde pisello |
Rame: verde-azzurro elettrico |
Piombo: grigio-azzurro pallido |
Il sodio è molto persistente e facilmente maschera la presenza di altri
cationi, quali, ad esempio, il potassio. La sua radiazione gialla è, però,
assorbita dai vetri al cobalto blu per cui, osservando la fiamma attraverso uno o
due di questi, è possibile riconoscere perfettamente il catione mascherato.
Nota operativa: i fili al nickel-cromo sostituiscono ottimamente quelli
classici, e molto più costosi, in platino. La loro resistenza alle ossidazioni è, però,
molto limitata; si consiglia, per questo, di cambiare il filo dopo due o tre analisi. Per
facilitare le operazioni si consiglia di usare piccoli pezzi di filo trattenuti da
un apposito bastoncino con fermaglio, ovvero da una
pinzetta, in luogo di quelli montati su bacchette in vetro.
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