La
Spettroscopia
Materiali occorrenti:
Spettroscopio a reticolo - Spettroscopio tascabile a prisma -
Spettroscopio di Kirchoff-Bunsen - Tubi di Plucher - Lampade
spettrali di alcuni elementi (es. Na, H2,
Hg, He, Ar, CO2, Ne)
- Alimentatore AT per tubi di Plucher (rocchetto ad induzione) -
Alimentatore per lampade spettrali - Sostegni portalampada -
Cavi.
Richiami teorici:
Si ritiene necessario una breve trattazione sulla natura della
luce:
Le onde:
Sono perturbazioni che si propagano in modo periodico nello
spazio vuoto od occupato da materia. A seconda del vettore di
spostamento si distinguono onde longitudinali ed onde
trasversali.
Le onde periodiche sono caratterizzate dalle seguenti
grandezze:
Periodo ( T ): più piccolo intervallo di
tempo nel quale un'onda compie un'oscillazione completa ( ciclo
).
Frequenza ( n ):
numero di cicli per secondo. L'unità SI è l'hertz ( Hz
) = 1 ciclo/secondo. La sua espressione è = n = 1 / T .
Lunghezza d'onda ( l
): distanza percorsa da un'onda in un periodo, ovvero la distanza
tra due picchi d'onda. La sua espressione è = T. L'unità
di misura SI è il metro ( m ) con i suoi
sottomultipli.
Ampiezza: massimo spostamento che rispetto alla
posizione di riposo subisce un punto qualsiasi dell'onda.
Onde elettromagnetiche:
Onde trasversali che si propagano in un campo
elettromagnetico; il campo elettrico ed il campo
magnetico sono ortogonali tra di loro e perpendicolari alla
direzione di propagazione dell'onda.
La luce come fenomeno ondulatorio:
La luce è una radiazione elettromagnetica di natura
ondulatoria; può essere considerata anche come energia
elettromagnetica, trasferita attraverso lo spazio o la
materia per mezzo di onde.
La velocità della radiazione elettromagnetica è una costante
detta velocità della luce, c= 3.00 · 108
m/s, data dal prodotto della lunghezza d'onda per la
frequenza: c = l
· n, da cui deriva anche lambda
= c / n. Tutte le
radiazioni elettromagnetiche viaggiano nel vuoto a velocità =
c.
Spettro elettromagnetico:
La radiazione elettromagnetica comprende una vasta gamma di
frequenze che costituiscono lo spettro elettromagnetico che
è costituto da diversi tipi di radiazioni, certe a frequenza
molto bassa come le onde radio ( 104
¸ 1011
Hz ) e le microonde ( 108
¸ 1012
Hz ), altre a frequenza molto alta come i raggi X o i raggi
gamma ( < 1017
Hz ). Solo una piccola parte dello spettro, compresa tra 4.3
· 1014 e 7 · 1014
Hz può essere percepita dall'occhio umano; questa radiazione è
detta spettro visibile ed è costituita dalla serie dei colori
che, dalla frequenza più bassa, sono il rosso, l' arancio,
il giallo, il verde, il blu ed il violetto.
L'insieme dei colori forma la luce bianca. Le frequenze prima del
rosso, con = 3 · 1014
Hz costituiscono l'infrarosso; quelle oltre il
violetto, con = 10 · 1014
Hz sono dette ultravioletto.
Considerata la relazione l
= c / n è facile
comprendere che le lunghezze d'onda diminuiscono all'aumentare
delle frequenze. Le lunghezze d'onda dello spettro visibile sono:
rosso = 700 nm, arancio = 620 nm, giallo = 580 nm,
verde = 530 nm, blu = 470 nm, violetto = 420 nm
( 1 nm = 1 · 10 -9 m ).

Spettro della luce
La luce come fenomeno corpuscolare:
Max Planck con la meccanica quantistica aggiunge al concetto
ondulatorio quello di radiazione elettromagnetica intesa come un
flusso di particelle dette fotoni. I fotoni sono dei quanti
di energia che viaggiano alla velocità della luce e
possiedono una frequenza . L'energia di una radiazione è
proporzionale alla frequenza: E = h , ove h è
una costante ( costante di Planck ) = 6.63 · 10 -34 Js.
Spettri atomici:
Sono l'insieme delle radiazioni elettromagnetiche emesse da
una sostanza; si dividono in:
Spettri di emissione continui o discreti: sono emessi
da una sorgente luminosa; presentano tutti i colori dal rosso al
violetto sfumati l'uno nell'altro. Sono emessi da corpi
incandescenti, solidi, liquidi o gassosi, fortemente compressi;
sono esempi lo spettro solare e quello emesso da una lampada ad
incandescenza.
Spettri di emissione a righe: presentano righe colorate
su sfondo nero; sono emessi da sostanze gassose o rese gassose a
bassa pressione. Ogni spettro è caratteristico di ogni sostanza.
Spettri di assorbimento: se un gas o una sostanza resa
gassosa che si trova a temperatura inferiore a quella di una
sorgente di luce bianca, è interposto tra detta sorgente ed uno
spettroscopio si ottiene uno spettro di assorbimento; esso è
caratterizzato da uno sfondo colorato continuo e dalle righe di
assorbimento. Per una stessa sostanza le righe di assorbimento
sono sovrapponibili, ovvero hanno la stessa lunghezza d'onda
delle righe colorate dello spettro di emissione.
Le frequenze della radiazione che può emettere un' atomo di
un elemento quando viene eccitato sono uniche per cui ogni
elemento possiede uno spettro caratteristico formato da ben
definite righe; in altre parole per ogni atomo sono possibili
solo caratteristiche variazioni di energia.
La spettroscopia:
Applicando una tensione elevata ad un tubo di scarica
contenente un gas rarefatto oppure vapori di metalli, si ha una
emissione di energia radiante percepita dall'occhio umano sotto
forma di una luce con colore caratteristico.
All'esame spettroscopico si può scomporre tale luce nel
corrispondente spettro di emissione.
Ad esempio, sottoponendo alla scarica un tubo o una lampada
contenente idrogeno rarefatto, un gran numero di atomi
viene eccitato. L'elettrone di ogni atomo prima dell'eccitazione
si trovava allo stato fondamentale ( o livello
energetico ) n=1, ovvero in posizione più vicina al
nucleo; in seguito alla somministrazione di energia l'elettrone
passa a un livello energetico superiore. La lettera n
indica il numero quantico principale che definisce,
appunto, il livello energetico ove si trova l'elettrone.
In non tutti i casi, però, l'elettrone passa allo stesso
livello energetico superiore: in molti salta a n=2, in
altri salta a n=3 e così via.
Al termine dell'eccitazione l'elettrone ritorna allo stato
fondamentale n=1 restituendo l'energia che gli era stata
fornita sotto forma di radiazione luminosa.
Poiché i percorsi di ritorno dagli stati eccitati ( n=2,
n=3, etc.) hanno percorsi diversi, si ha una contemporanea
emissione di diverse frequenze.
L'insieme di queste frequenze formano lo spettro di emissione
caratteristico dell'atomo di idrogeno ( atomo di Bohr ).
Il modello di Bohr riusciva a spiegare abbastanza bene lo
spettro di emissione dell'idrogeno; per atomi con più di un
elettrone si osservavano delle righe formate da " multipletti
" ovvero righe secondarie molto vicine tra loro. La
differenza di frequenza tra le righe secondarie è molto piccola
per cui è possibile che, ad esempio, tra lo stato
fondamentale e lo stato eccitato n = 2 siano possibili
diverse transizioni rilevabili dalle righe secondarie dello
spettro.
Sommerfeld propose allora una teoria in cui sostituiva
le orbite circolari di Bohr, definite solo dal parametro raggio,
con orbite ellittiche definite da due parametri, ad es.
gli assi, di cui il nucleo occupa uno dei fuochi. Anche questo
sistema, al pari di quello di Bohr, è quantizzato, per
cui Sommerfeld definì un secondo numero quantico, il numero
quantico angolare ( l ) che determina la " quantizzazione
dell'eccentricità dell'ellisse " che l'elettrone può
percorrere nei suoi stati stazionari. In altre parole il numero
quantico angolare definisce la forma dell'orbitale ; esso
può assumere, per ogni valore di n i valori interi
compresi tra 0 e n-1. Di conseguenza ogni livello
energetico è formato da più sottolivelli che
differiscono per piccole quantità di energia. In questo modo
aumentano i salti energetici possibili per gli elettroni.
Ad es. per un elettrone in cui n=2 l può assumere i
valori di 0 e 1 e a questi valori corrispondono due
orbite: n=2 e l=0 e n=2 e l=1. Queste orbite sono
lievemente differenti per forma e valori di energia.
In questo modo è possibile interpretare i raggruppamenti di
linee vicine negli spettri:

Linee di uno spettro
Per certi gruppi di righe quanto sopra esposto è, però,
insufficiente, come ad es. per spettri di atomi eccitati e
sottoposti a campi magnetici esterni ( effetto Zeeman ).
Per questo motivo si ipotizzò che un elettrone percorrendo la
sua orbita generasse un campo magnetico, per cui fu introdotto il
numero quantico magnetico ( m ) che può assumere i
valori di 0, 1, 2, 3, ...., ± l.
In ultimo, altri particolari sdoppiamenti delle righe
spettrali fecero pensare che l'elettrone nella sua orbita
ruotasse anche sul proprio asse, in senso orario ed antiorario,
generando un altro campo magnetico. Perciò fu introdotto il numero
quantico magnetico di spin ( ms ),
che può assumere valori di +½ e -½ .
In assenza di campo magnetico esterno solo i valori di n
e l determinano i valori energetici degli elettroni
dell'atomo.
In presenza di un campo magnetico esterno anche i numeri
quantici m e ms influenzano
relativamente i valori delle energie, causando gli sdoppiamenti
delle righe.
Il modello di Bohr - Sommerfeld non riesce però a spiegare
molti fenomeni fisici, tra i quali gli spettri a righe di
elementi con più elettroni per cui lo stesso è superato dal modello
ad orbitali introdotto dalla meccanica quantistica.
Per una trattazione di questo si rimanda ai vari testi di chimica
e chimica-fisica.
Esecuzione dell'esperienza:
Parte prima: osservazione di tubi di Plucher
con spettroscopio a reticolo:
Si pone un tubo di Plucher con sodio
nell'apposito sostegno, si collegano i due poli con
l'alimentatore AT e si dispone il tubo davanti alla fenditura
dello spettroscopio.
Si oscura l'aula e si accende l'alimentatore; dopo pochi
secondi di riscaldamento si procede all'osservazione dello
spettro attraverso il reticolo di rifrazione. Detto reticolo è
montato su un cursore scorrevole lungo il banco ottico. Si
dovrebbero osservare due righe gialle sullo schermo ai due lati
della fenditura; queste righe servono per la taratura dello
strumento: infatti, spostando in avanti o indietro il reticolo è
possibile posizionare le righe sui valori relativi indicati sulla
scala e corrispondenti al simbolo Na ( ca.5800 Å )
Dopo la taratura si procede all'osservazione delle radiazioni
emesse da altri tubi e all'analisi degli spettri delle sostanze
in essi contenuti.
Parte seconda: osservazione di lampade
spettrali con spettroscopio di Kirchoff-Bunsen:
Si monta lo spettroscopio davanti al supporto per le
lampade spettrali, ovviamente collegando lo stesso al relativo
alimentatore. Si pone un proiettore diottrico di fronte al tubo
per la scala graduata. Anche in questo caso preferibile, al fine
di operare una buona taratura dello strumento, procedere
all'osservazione della lampada al sodio.
Si oscura l'aula, si accendono gli alimentatori, si lascia
riscaldare la lampada per alcuni secondi. Si pone, a questo
punto, l'occhio sull'oculare muovendolo fino a che non sia
visibile uno spettro. A questo punto si adatta il cannocchiale al
proprio visus e si regola la fenditura posta sul collimatore fino
a che non siano evidenti due righe gialle molto ravvicinate ( doppietto
).
Si chiude il prisma mobile per la scala graduata e si muove
l'oculare fino a posizionare le righe gialle su una lunghezza
d'onda pari a ca. 5800 Å.
Lo strumento è tarato ed è possibile procedere
all'osservazione degli spettri emessi dalle lampade disponibili.

Spettri di emissione
Parte terza: osservazione dello spettro
continuo della luce solare:
Si utilizza lo spettroscopio tascabile a prisma. Si
apre convenientemente la fenditura dello spettroscopio, si adatta
l'oculare al proprio visus e si punta verso la luce solare.
Quando la luce solare passa attraverso il prisma si scompone
nello spettro continuo formato dalle radiazioni colorate che
vanno dal viola ( ca.4000 Å ) al rosso
( ca.7500 Å ) evidenziando i colori principali.
Questo spettro è detto continuo in quanto non presenta zone
d'ombra.
Uno spettro continuo può essere anche osservato
da una lampada ad incandescenza.

Spettro continuo
Nota: data la presenza di alimentatori ad alta
tensione, si richiede la massima cautela nel montare le
apparecchiature e nell'esecuzione delle esperienze. Gli spettri
evidenti risultano quelli emessi da lampade contenenti gas
nobili.

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