Titolazione acido-base
Materiali occorrenti:
Buretta da 25 mL - Pipetta tarata da 10 mL - Idrossido di
sodio sol. 0.1 M (titolo esatto) - Acido cloridrico sol. circa
0.05 M (oppure ad altro titolo) - Fenolftaleina sol. alcoolica
1 % .
Richiami teorici:
Una titolazione acido-base ha lo scopo di determinare il titolo,
ovvero la concentrazione di una soluzione di un acido (o
di una base) misurando la quantità in volume di una base (o di
un acido) a titolo noto che reagisce in modo completo con un
volume noto della soluzione da titolare. In altre parole tale
quantità di titolante si dice stechiometricamente equivalente.
Il raggiungimento dell'equivalenza stechiometrica si evidenzia
con il viraggio di un opportuno indicatore.
Prendiamo ad esempio un acido ed una base
entrambi monoprotici, considerando V1 il volume della soluzione
di molarità nota M impiegato per titolare un volume
V2 di soluzione a molarità
incognita Mx, si ha:
V1 · M = V2 · Mx da cui: Mx = V1 · M / V2 .
Quanto sopra è ovviamente valido anche nel
caso di acido e base entrambi diprotici o triprotici.
In caso di discordanza tra acido e base è necessario operare la
necessaria correzione.
E' anche possibile riferirsi solo alle
quantità di soluzioni utilizzate e, quindi, al numero di moli in
esse presenti per mezzo della formula:
nmoli = M · VL ( VL = volume in litri ).
Tale valore è, come detto, uguale in entrambe
le quantità di soluzioni per cui si può risalire alla molarità
del titolato con una semplice proporzione.
Esecuzione dell'esperienza:
Per motivi didattici e per facilitare i calcoli, si ritiene
opportuno operare con soluzioni aventi titoli non troppo diversi.
Nell'esempio descritto, appunto, si utilizza un acido avente
concentrazione circa la metà della base titolante. Questa deve
essere, ovviamente, a titolo preciso e non deteriorata.
Si prelevano 10 mL di acido cloridrico utilizzando la
pipetta tarata versandoli in una beuta da 250 mL Alla soluzione
si aggiungono circa 100 mL di acqua distillata e 3 o 4
gocce di soluzione di fenolftaleina. La soluzione appare
del tutto incolore.
Si riempie con cura la buretta con la soluzione di idrossido
di sodio 0.1 M e si inizia a farla defluire, goccia a goccia,
nella beuta. Si agita quest'ultima per favorire un corretto
mescolamento; al viraggio dell'indicatore al rosa si arresta il
deflusso, rilevando la quantità di soluzione utilizzata.
La reazione è una neutralizzazione:
NaOH + HCl ¾® NaCl
+ H2O
Al punto finale di titolazione il numero di moli
deve essere numericamente uguale in entrambe le soluzioni,
ovviamente in riferimento ai volumi.
Se, ad es. sono stati consumati 5 mL di NaOH
sol. 0.1 M per neutralizzare i 10 mL di HCl, il
titolo di quest'ultimo è dato dalla uguaglianza:
V1 · M = V2 · Mx ;
nel caso in esame si ha, quindi:
| 5 · 0.1 = 10 · x
, |
da cui: x = 5 · 0.1
/ 10 |
per cui: Mx =
0.05 |
La soluzione di acido cloridrico ha,
pertanto, titolo 0.05 M.
Per una migliore comprensione del numero di
moli che è entrato in equilibrio, è possibile riferirsi alle
quantità di soluzioni utilizzate, per mezzo della già citata
formula:
| nmoli
= M · VL . |
Con questa si ha: nmoli
= 0.1 · 0.005 , |
per cui: nmoli
= 0.0005 |
Questo valore corrisponde al numero di moli
presenti nella quantità di soluzione di NaOH usata ,
uguale al numero di moli presente nei 10 mL di
HCl.
Perciò è possibile risalire alla sua
concentrazione molare attraverso la proporzione:
| 0.0005 :
10 = x : 1000 |
x = 1000
· 0.0005 / 10 |
x = 0.05 |
La concentrazione dell'acido cloridrico
è quindi confermata come 0.05 M.
Sommario
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