Studio della velocità
di reazione
Materiali occorrenti:
Permanganato di potassio sol.0.02 M - Acido ossalico sol.0.1 M
- Acido solforico 95 % - Cloruro di manganese cristallino -
Carbonato di calcio in polvere - Marmo - Acido cloridrico sol.1:3
- Agitatore magnetico - Vetreria.
Esecuzione delle esperienze:
In quattro beckers da 100 mL si pongono, utilizzando una
pipetta, 10 mL di sol.0.02 M di permanganato di potassio (KMnO4); in altri quattro beckers si
versano, utilizzando altra pipetta, 10 mL di acido ossalico
è(COOH)2 ] sol.0.1 M. Nei beckers della
seconda serie si aggiungono, con cautela, 2 mL di acido
solforico 95 % . La reazione che avviene è:
2KMnO4
+ 5(COOH)2 + 3H2SO4
¾®K2SO4
+ 2MnSO4 + 10CO2
+ 8H2O
,
ovvero, in termini di ossidoriduzione:
5(COOH)2
¾®10CO2
+ 10H+ + 10e
2MnO4-
+ 10e + 16H+
¾® 2Mn2+
+ 8H2O
¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾-----------------------¾¾
5(COOH)2
+ 2MnO4- + 6H+
¾® 10CO2
+2Mn2+ + H2O
Il carbonio si ossida passando da n.o. +3
a +4, mentre il manganese si riduce passando da
n.o. +7 a +2.
Nota operativa: Al fine di avere una
omogenea agitazione nel corso delle varie fasi, se disponibile,
si raccomanda l'uso di un agitatore magnetico. Pertanto si
immergono nei 4 beckers contenenti la soluzione di permanganato
di potassio 4 ancorette magnetiche in modo da averle pronte
al momento della reazione; contemporaneamente si predispone
l'agitatore magnetico sul tavolo di esercitazione. Qualora
l'apparecchiatura non fosse disponibile è possibile procedere manualmente con
l'uso di una bacchetta in vetro, anche se ciò risulterà
abbastanza noioso.
Parte prima: influenza della concentrazione:
Si prende uno dei beckers contenente acido
ossalico ed acido solforico e lo si versa in uno di quelli
contenenti il permanganato di potassio e l'ancoretta
magnetica e si pone il tutto sull'agitatore, facendo partire un
cronometro. Alla completa decolorazione si annota il tempo di reazione
impiegato,
indicandolo con " T1".
Si prendono altri due beckers delle due serie e
ad essi si aggiungono, a ciascuno, 10 mL di acqua
distillata. Le due soluzioni divengono, così, più diluite,
esattamente a titolo 0.01 M il permanganato di potassio
e a titolo 0.05 M l'acido ossalico. Si procede come nel
primo esperimento versando l'acido ossalico e l'acido
solforico nel becker con il permanganato di potassio e
l'ancoretta magnetica, ponendo il sistema sull'agitatore e
facendo partire il cronometro fino al compimento della reazione.
Il tempo impiegato si indica con " T2".
Si confrontano i tempi delle due reazioni e si
osserva che T1 < T2 ; questo indica una influenza delle
concentrazioni dei reagenti sulla velocità di reazione.
Infatti le reazioni avvengono quando le
particelle vengono a collisione; più grande è il numero di urti
nell'unità di tempo, più alto sarà il numero di particelle che
si trasformano; di conseguenza, la velocità di reazione sarà
più elevata. In altre parole, si può dire che in una soluzione più concentrata
maggiore è il numero delle particelle per unità di volume per
cui maggiori sono anche le collisioni tra le stesse nell'unità
di tempo e maggiore la velocità.
Guldberg e Waage stabilirono che la
velocità di reazione è proporzionale al prodotto delle concentrazioni,
espresso in moli, delle sostanze che reagiscono.
V = k [A] · [B] ove V = velocità, k
= costante di velocità, A e B i reagenti .
La costante di velocità tiene conto dei
fattori che possono influire, quali la natura dei legami, la temperatura,
la presenza di catalizzatori; essa ha un valore caratteristico ed
uguale per una certa reazione che si svolga in identiche
condizioni.
Parte seconda: influenza della temperatura:
Si sottopongono a riscaldamento un becker della
prima serie ed uno della seconda, fino ad una temperatura di
circa 50 °C; si procede, quindi, nel modo consueto
annotando il tempo di reazione, che sarà quasi istantaneo, tanto
da non dover neppure porre il becker sull'agitatore. Il tempo
rilevato si indica con " T3 "; confrontandolo
con " T1 " (uguali concentrazioni dei reagenti)
si osserva che T3 < T1 , ovvero una notevole influenza
della temperatura sulla velocità di reazione.
Ad ulteriore conferma di ciò può essere
effettuata una prova con le soluzioni portate a temperatura di
circa 5/10 °C; si osserva, in questo caso, un aumento del
tempo di reazione, per cui risulta T3 > T1 .
Parte terza: presenza di un catalizzatore:
Si prende una coppia di beckers e in quello
contenente l'acido ossalico si scioglie una punta di spatola
di cloruro di manganese ( MnCl2 ); si versa poi il
contenuto nel becker con il permanganato nel quale è
immersa l'ancoretta magnetica, lo si pone sull'agitatore e
si e si rileva il tempo di reazione; questo viene indicato con
" T4 ". Rapportando questo valore con quello del primo
esperimento (uguali concentrazioni dei reagenti ed uguale
temperatura) si osserva che T4 < T1 a dimostrare
l'attività di un catalizzatore positivo che ha favorito
la reazione.
I catalizzatori sono sostanze capaci di
influire sulla velocità di reazione senza partecipare alla direttamente
alla stessa. Possono essere classificati in:
Catalizzatori omogenei: quando si
trovano nello stesso stato fisico dei reagenti.
Catalizzatori eterogenei: quando si
trovano in uno stato fisico diverso da quello dei reagenti (es.
spugne di platino in reazioni in soluzione)
Parte quarta: area della superficie dei
reagenti:
Si prende un pezzo di marmo e sulla sua
superficie ruvida si gocciola della soluzione 1:3 di acido
cloridrico; si osserva una effervescenza dovuta allo sviluppo
di biossido di carbonio, secondo la reazione:
CaCO3
+ 2HCl ¾® CaCl2 + CO2
+ H2O
Si pone poi una spatolata di carbonato di
calcio in polvere fine su un vetro da orologio aggiungendo
alcune gocce di acido cloridrico; si nota lo sviluppo di biossido
di carbonio ma la reazione appare decisamente più veloce.
Questo significa che una maggiore area della
superficie di reazione favorisce la velocità della stessa.
Nella generalità sono lente le reazioni in cui
i reagenti devono rompere legami covalenti e formarne degli
altri. Sono veloci le reazioni tra ioni di cariche opposte,
quando non vi sia luogo a redox. Sono medie le reazioni tra
composti polari.
Nota operativa: disponendo di soluzione
1 N di permanganato di potassio, corrispondente a 0.2 M ,
si può diluire in rapporto 1:9 per ottenere la soluzione
richiesta. Disponendo di soluzione 1 N, corrispondente a 0.5 M,
di acido ossalico si può diluire in rapporto 2:8 al fine
di ottenere la soluzione indicata.
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