Ars Docendi

Elevazione a Potenza

di
Franco Castagnola

Molte volte si presenta il caso di dover considerare un prodotto, i cui fattori sono uguali fra loro.Per indicare questo particolare prodotto si è coniato il termine "Potenza".

Per esempio

2 x 2 x 2 x 2 x 2 ; a x a x a x a ; (a+b)(a+b)(a+b)

sono potenze.

Si è convenuto di rappresentare ,in modo pratico, questi prodotti stabilendo di scrivere prima il numero ripetuto come fattore, e chiamato base della potenza, e poi un poco piu’ in alto a destra il numero dei fattori del prodotto, chiamato esponente.

Grazie a questa convenzione i prodotti visti prima si rappresentano col le scritture:

25; a4; (a+b)3

A questo punto siamo in grado di dare la seguente definizione:

" Si chiama potenza di un numero qualsiasi "a" con esponente "n", intero maggiore di 1, il prodotto di n fattori uguali ad a.

Dunque per definizione:

an = aaaaa……a = n volte.

Dal momento che potenza vuoldire prodotto di fattori uguali, e siccome un prodotto deve avere almeno 2 fattori, l’esponente della potenza deve essere un numero naturale non minore di 2.

Allo scopo di evitare eccezioni vediamo ora di dare significato anche agli esponenti 0 , 1 , -1 , -2 ........-n.

Allo scopo chiameremo successione di potenze del numero "a" la successione:

a2, a3 , a4 , a5 , a6 , ……………, an ……

Ogni potenza di questa successione ha una e una sola successiva, che è la potenza con la stessa base e con l’esponente successivo di quello della potenza considerata; ed una sola precedente, (fatta eccezione per la prima), che è la potenza con la stessa base e con l’esponente precedente di quello della potenza considerata.

Ora se an è una qualunque potenza della successione allora:

an a=(aaaa…..a)a per definizione di potenza
<.....n volte.....>
=(aaaa...........aa) per la convenzione precedente

<.....n+1volte.....>

= an+1 per definizione di potenza

 

In altre parole:

  • se si moltiplica una potenza per la base si ottiene la potenza successiva, e inversamente;
  • se si divide una potenza della successione,che non sia la prima, per la base,supposta diversa da zero, si ottiene la potenza precedente.

Queste due regole costituiscono la legge di successione delle potenze di uno stesso numero.

Volendo ora dare il nome di potenze anche a simbolo della forma:

a0, a1, a-1, a-2, etc.

bisogna vedere se è possibile dare ad essi significato tale che resti valida la legge di successione delle potenze.

Per tale legge dovrebbe essere:

a2 : a = a1  (1) per la legge di successione

d’altra parte

a2 : a = (aa) : a (2) per definizione di potenza

= a
(3) per definizione di quoto

confrontando la (1) con la (3) dobbiamo convenire che:

a1 = a (I)

Ora per la stessa legge si dovrebbe avere:

a1 : a = a0

però

a1 : a = a : a per la convenzione (I)

= 1 per la definizione di quoto,

dobbiamo allora convenire che

a0 = 1 (II)

Continuando con il nostro ragionamento si ha:

a0 : a = a-1 per la legge di successione

però

1:a = 1 / a  per la convenzione II e per la definizione di quoto.

A questo punto bisogna convenire che:

a-1 = 1 / a (III)

Seguendo con il ragionamento si arrivera’ quindi a convenire che:

a-2 = 1 / a2

e in generale che:

a-n = 1 / an

Le considerazioni precedenti giustificano le definizioni:

  • Si chiama potenza di un numero qualunque a con esponente 1, il numero stesso;
  • Si chiama potenza di un numero qualunque a (diverso da 0) con esponente 0 l’unità;
  • Se n è un numero intero >0, si chiama potenza di un numero qualsiasi a (diverso da 0) con esponente -n, la frazione avente come numeratore 1 e come denominatore la potenza di a con esponente +n.

Possiamo ora chiamare successione di potenze del numero a la successione completata:

a-n .........a-2 , a-1 , a-0 , a1 , a2 , a3

ossia

....... 1 / an........., 1 / a2, 1 / a, 1 , a1, a2, a3.........

 

Franco Castagnola è stato titolare di Matematica nel Corso Geometri fino all'a.s. 2000-2001.

 

Aggiornato il: 26/11/2006 alle ore 11.01.45

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