Applicare un criterio di gruppo a Mozilla Firefox
Chi amministra una rete scolastica con un dominio Windows 200x ed
implementa i criteri di gruppo per la gestione dei
permessi, sa che è possibile assegnare delle limitazioni a gruppi di
utenti anche nell'utilizzo di Microsoft Explorer.
In tal senso è possibile definire i "Preferiti", non consentire
le modifiche delle impostazioni, assegnare un proxy per la
navigazione Internet ed in modo tale che l'utente non possa
modificarlo.
Con una corretta configurazione di Internet Explorer, ed
attivando ad esempio un firewall-proxy con il filtraggio degli URL,
come ad esempio IPCop, di cui ho parlato
in questo articolo, non sarà possibile all'utente, di norma allo
studente, "bypassare" il controllo effettuato dal firewall-proxy
stesso.
Con Internet Explorer i permessi sono gestiti in modo ottimale e
sono integrati nei criteri di gruppo.
Ma se si vuole utilizzare un browser alternativo, quale ad
esempio l'ottimo Mozilla Firefox 3, i criteri di gruppo di base
bastano ? La risposta è no. Figurarsi se Microsoft implementava
qualcosa per gestire il browser che negli ultimi anni ha eroso il
mercato di IE....
Tuttavia ci viene incontro la possibilità di inserire nei criteri
di gruppo un modello amministrativo che permetta la configurazione
da criterio di gruppo di Active Directory di Firefox.
Per questo
Frontmotion, una software house americana, ha creato una
versione speciale di Firefox, disponibile anche nella versione 3
italiana, che accetta i criteri di gruppo.
FrontMotion Firefox Community Edition è un pacchetto
.msi (Microsoft Installer) per cui è anche possibile il deploying in rete
ed è disponibile per il download a
questo indirizzo. Il programma è del tutto uguale alla versione
standard con l'unica differenza che ingloba già il plugin Flash
aggiornato e permette, come già detto, la configurazione da criterio
di gruppo.
Una volta installato Frontmotion Firefox è necessario scaricare
dallo stesso sito il file
firefox.adm.
Si tratta di un modello amministrativo che va salvato nella cartella
/windows/inf del domain controller.
| N.B:Il modello amministrativo può essere applicato sia al ramo utente
che al ramo computer di una policy. |
| |
Una volta fatto questo è necessario eseguire la console di
gestione dei criteri di gruppo, scegliere la policy nella quale si
vuole integrare il modello amministrativo ed importare il file
firefox.adm:

Ci si posiziona sulla voce "Modelli amministrativi" e col tasto
destro si sceglie "Aggiungi modello" scegliendolo dalla cartella ove
si era salvato il file.
Nel caso nell'immagine il modello è stato importato nel ramo di
"Configurazione utente" in quanto si tratta di una policy relativa
ad un gruppo di utenti.
Se tutto è stato fatto correttamente, apparirà tra i "Modelli
amministrativi" la voce "Firefox":
Come si vede a tale voce sono correlate una serie di
configurazioni:
Nell'impostazione "General settings" è possibile indicare la
pagina che si vuole sia visualizzata al caricamento di
Firefox. Con
la configurazione "Enable Automatic Image Resizing" si può attivare
il ridimensionamento automatico delle immagini:
"Disable Firefox Deafult Browser Check" se attivata impedisce che
tutte le volte venga chiesto se definire
Firefox come browser
predefinito. L'impostazione "Cache" serve a definire una dimensione
di cache personalizzata.
"Set Default Download Location" permette
di indicare una cartella predefinita per il download dei file, ad
esempio il proprio homefolder. "Proxy Settings" è,
probabilmente, l'impostazione più utile, in quanto si può impostare
da server il proxy che Firefox dovrà utilizzare. E' possibile
indicare, qualora sia necessario, più proxy per i diversi
protocolli, anche se essenziale è quello utilizzato da HTTP:
L'ultima configurazione "Disable XPI Installs"
inibisce l'installazione di file .xpi, ovvero delle
estensioni di Firefox:

Una volta terminata la configurazione del criterio di
gruppo è consigliabile dare il comando gpupdate
per aggiornare la policy ed aspettare qualche minuto affinché si
propaghi per la rete.
Facendo accesso da un client con un utente membro del gruppo per
il quale è stato definito il criterio di gruppo e
eseguendo Firefox si
dovrebbe notare, se tutto è andato per il verso giusto, nelle
finestre di configurazione alcune voci inattive, ovvero che l'utente
non potrà modificare. Nelle immagini si può osservare che la
configurazione della pagina iniziale e del proxy non sono attive:


In tale modo non sarà possibile all'utente
modificare alcunché e, soprattutto, bypassare il proxy-firewall.
Purtroppo non è possibile inibire completamente
l'accesso al menu di configurazione di Firefox, ma è già molto così.
Nel caso non si disponesse di una rete a dominio
ma di una paritetica, nello stesso sito è disponibile il modello
mozilla.adm che può essere utilizzato per creare una policy locale
su ciascuna macchina.
|