Museo di Fisica

Apparecchiature di Meccanica

Apparecchio per lo studio del baricentro

Semplice apparecchio in ottone e base in ghisa. Il sostegno centrale termina con una piccola cavità ove appoggia, con una punta, un giogo.

Ai lati del giogo sono presenti due contrappesi a sfera e vidi di regolazione.

L'apparecchio, di costruzione anonima, risale alla metà degli anni '30.


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Paradosso meccanico

Apparecchio costituito da due coni uniti per la base e da un piano inclinato costituito da due rami divergenti.

Posizionando il doppio cono ai vertici delle guide si osserva che lo stesso si muove in salita, contraddicendo apparentemente le leggi della fisica.

In realtà è da tener conto che il movimento dei gravi dipende da quello del loro baricentro. essendo le guide divaricate, il centro di gravità del doppio cono, posizionato sull'asse in corrispondenza del diametro massimo, non sale quando il doppio cono apparentemente sale verso l'alto, s ma, al contrario,  scende.

Con i
l rotolamento, il grave poggia sulle guide in punti sempre più vicini ai suoi vertici.

Ne  consegue che la distanza del baricentro rispetto al piano orizzontale diminuisce mentre il doppio cono sale.

L'apparecchio risale alla fine degli anni '20.

 


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Parallelogramma delle forze

L'apparecchio è costituito da un telaio in legno con due carrucole metalliche. Alle carrucole si sospendono due fili  collegati da una parte a due pesi in ottone e dall'altra ai lati di un parallelogramma.

Il parallelogramma è costituito da quattro bracci articolati ad un braccio che corre tra due vertici. Il braccio centrale termina da una parte con un uncino per la sospensione di un peso e dall'altra con una vite di regolazione.

L'apparecchio è utilizzato per la dimostrazione della "Regola del parallelogramma delle forze" ed è databile intorno al 1927.


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Macchina per esperienze sulla forza di gravità


Macchina in ghisa verniciata costituita un supporto che porta ai due estremi da due ruote scanalate, una grande con leva di azionamento ed una piccola con una boccola per fissare gli strumenti da ruotare.

Le due ruote sono connesse da una cinghia a sezione rotonda in cuoio. Azionando la ruota grande la piccola gira, per l'effetto moltiplica, in modo circa 10 volte più veloce.

Nella boccola della ruota piccola possono essere posizionati diversi strumenti quali il Pendolo di Foucault, l'Apparecchio per la verifica dello schiacciamento dei poli terrestri e l'Apparecchio a masse rotanti diverse.
 


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Pendolo di Foucault

Apparecchio per la riproduzione dell'esperienza omonima sull'oscillazione del pendolo.

Costituito da un arco in metallo e da una base al cui centro è posto il perno da inserire nella boccola della macchina rotante. Sul perno è inserita una laminetta per indicare l'orientamento dell'oscillazione.

Il pendolo è costituito da una sfera metallica sospesa con un filo ad una vite forata posta al centro dell'arco.

Si fa oscillare il pendolo lungo la direzione indicata dalle laminette e si aziona la macchina. Si osserva che l'arco ruota ma il pendolo  mantiene invariato il suo piano di oscillazione indipendentemente dalla rotazione, dimostrando così l'invariabilità del piano di oscillazione.

L'apparecchio risale agli anni '30.
 


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Apparecchio per la verifica dello schiacciamento dei poli terrestri

 Costituito da lamine elastiche connesse alla base ed al vertice di un'asta su un anello che può scorrere sull'asta medesima.

Azionando la macchina le lamine, che simulano una sfera, si schiacciano ai poli.

L'apparecchio risale agli anni '30.


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Apparecchio a masse rotanti  diverse

Costituito da un'asta longitudinale, saldata al centro con il perno di rotazione. Due sfere di legno, a diverso diametro e massa sono infilate nell'asta e possono scorrere facilmente. Le sfere sono legate l'una all'altra da una catenella.

Facendo girare l'apparecchio si osserva che sulle sfere agisce la forza centrifuga e queste tendono a muoversi lungo l'asta in relazione alla loro massa e alla distanza dal centro di rotazione. Le sfere restano stabili solo se i prodotti della massa per la distanza di ogni sfera dal centro di rotazione risultano uguali, ovvero quando l'asse di rotazione coincide con il centro di massa.

L'apparecchio risale agli anni '30.

 


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Vite

Esempio didattico di vite. Il fusto è in legno lavorato e la vite è rappresentata da una spirale disegnata su cartoncino.

Il cartoncino è originale. L'apparecchio, di fattura artigianale, risale alal fine degli anni '20.


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Argano

Modello di argano costituito da una base in legno, asse rotante e leva in metallo e ruota in legno di mogano.

L'avvolgitore è in legno di abete e la cordicella è coeva all'apparecchio, che risale ai primi anni '30.


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Vite senza fine

Esempio di vite senza fine in ottone con ingranaggi in acciaio nichelato, montata su supporto in legno.

Databile intorno agli anni '30. Sconosciuto il costruttore.

 


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Tubo a vuoto

Tubo  per prove sulla caduta dei gravi nel vuoto.

Il tubo ha una dimensione di circa un metro e diametro di 5 cm. E' in vetro resistente, da una parte è chiuso e dall'altra termina con un raccordo per la pompa a vuoto con rubinetto stagno.

Nel tubo sono contenuti alcuni oggetti di diverso materiale, dimensione e peso.

Il raccordo, a rubinetto aperto, viene posto su una pompa a vuoto che estrarrà tutta l'aria dal tubo stesso. Completata l'operazione, si chiude il rubinetto e si rovescia il tubo per verificare la caduta dei gravi in assenza di pressione.

Il tubo è databile intorno al 1935.
 


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Bolla in ottone

Bolla a liquido in ottone e vetro da utilizzare con altri apparecchi per verificarne il corretto livellamento.

La bolla ha diametro di 3 cm ed è databile intorno al 1925.
 


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 Sommario
Meccanica dei Fluidi | Acustica e Ottica | Termodinamica | Elettromagnetismo | Metrologia

Aggiornamento: 26/11/2006 10.50.16
 


Aggiornato il: 26/11/2006 alle ore 10.50.16

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