Dal Workshop IFOM 2007: utilizzo didattico di un organismo
modello Prof. Marina Minoli

Nell’ambito del Workshop Nazionale IFOM* (Fondazione Istituto Firc
di Oncologia Molecolare ) “Biomedicina: ricerca, tecnologia e principi
etici” che si è svolto a Milano il 10 – 11 Maggio 2007 è stato
presentato un innovativo progetto didattico per studenti di scuole
secondarie superiori.
“Un laboratorio per l’ambiente” è il titolo del progetto che vede
gli studenti protagonisti nell’ utilizzare l’organismo modello
Caenorharbtidis elegans per valutare l’alterazione dei cicli di un
vivente in presenza di specifici inquinanti ambientali ottenendo
informazioni complementari a quelle di analisi chimico-fisiche.
Che cosa sono gli “Organismi modello”
Un organismo modello è un essere vivente semplice ed accessibile per
studi di biologia molecolare che possono avere, come nel caso descritto,
anche applicazioni nel settore ambientale.
Tutti gli organismi modello devono avere delle caratteristiche
precise: dimensioni ridotte, tempi brevi di riproduzione, facile
sequenziamento del genoma, possibilità di manipolazione del genoma.
Un organismo modello viene utilizzato per studiare fenomeni
biologici complessi ottenendo rapidamente informazioni scientifiche che
possono essere trasferite ad altri organismi più difficili da studiare.
E’ possibile perché i processi biologici fondamentali come il
metabolismo, la regolazione, il ciclo cellulare e lo sviluppo embrionale
ed i geni che li controllano sono complessivamente conservati nel corso
dell’evoluzione.
Quali sono gli “Organismi modello”
Il primo organismo procariota utilizzato in biologia è stato
probabilmente il batterio Escherichia coli; tra gli organismi eucarioti,
invece, il comune lievito Saccharomyces cerevisiae che è il
microrganismo modello più studiato (il ciclo cellulare del lievito è
molto simile nel processo e nella regolazione a quello umano).
Tra gli insetti è utilizzato il moscerino della frutta Droshopyla
melanogaster e tra i vertebrati il pesce Zebrafish, originario dell’Est
dell’India vive comunemente in ruscelli e stagni, utilizzato anche
nell’allestire gli acquari domestici.
Il nematode Caenorhabditis elegans è un verme cilindrico lungo circa
1 mm che vive nel suolo in climi temperati e si nutre di batteri.
Caratteristiche di C. elegans: perché sistema modello
C. elegans è stato isolato in Francia nel 1949 ed in Inghilterra nel
1959.
Ha un ciclo vitale che dipende dalle condizioni ambientali; se la
temperatura è di 22 °C la durata è di 3 gg, se la temperatura è di 25 °C
la durata è di 2 gg. E’ caratterizzato da quattro cicli larvali con una
sopravvivenza da adulto per circa 20 gg.
Il ciclo vitale ha una forma larvale definita Dauer nella quale il
metabolismo è rallentato e si verifica una riduzione della motilità.
Alcune caratteristiche congiunte di semplicità e complessità rendono
C. elegans un sistema biologico modello con possibile impiego anche a
livello didattico nella scuola secondaria superiore.
C. elegans è facile da mantenere in laboratorio, un ciclo vitale
breve, corpo trasparente, anatomia semplice e si presta ad una efficace
analisi genetica.
E’ però un organismo sufficientemente complesso in quanto ha un
sistema nervoso, digerente e riproduttivo ed è in grado di dare risposte
comportamentali a stimoli esterni (sostanze chimiche,
temperatura,contatti..)
La facilità di mantenimento in laboratorio apre alla possibilità di
utilizzo nelle attività progettuali delle scuole in collaborazione con
l’Ente di ricerca scientifica che fornisce i nematodi in piastra. Si
nutre infatti di batteri , in particolare un ceppo di E. coli, ha un
ciclo breve generando rapidamente una numerosa progenie.
Il genoma di C. elegans è stato completamente sequenziato nel 1988
con la scoperta dei suoi 19.000 geni circa, il 40% dei quali è
conservato anche nell’uomo. Si è scoperto che alla mutazione di un gene
è possibile associare un fenotipo (anomalia nell’aspetto esteriore);
dall’analisi del difetto passare alla funzione del gene mutato.
C.elegans può essere usato come sistema modello per studiare la
funzione dei geni: dal gene dell’uomo all’identificazione dell’omologo
in C. elegans del quale si studia la funzione per avere informazioni
trasferibili all’uomo.
Vantaggi e limiti nell’utilizzo di C. elegans come
biosensore ambientale
Progenie numerosa ottenuta in tempi brevi, metodi di coltivazione
semplici (anche in laboratori poco attrezzati), parametri come
mortalità, riproduzione e risposte comportamentali facili da descrivere.
Questi fattori hanno reso C. elegans oggetto di studi per creare vermi
transgenici in grado di rispondere alla presenza di metalli pesanti la
cui azione fosse visibile e quantificabile tramite l’attività enzimatica
della Beta-galattosidasi fornendo una risposta in un tempo di 5 ore
dall’esposizione alle acque contaminate.
A questi aspetti positivi si associano alcuni limiti : la non
semplice determinazione dell’attività beta-galattosidasica, fase che
potrebbe essere migliorata sostituendola con l’uso di una tecnica come
la fluorescenza che individui facilmente la sostanza in esame, il limite
di rilevabilità della concentrazione dei metalli tra 10-100 μm, la
cuticola di C. elegans che è impermeabile e che limita dei metalli,
l’ottenimento di risultati differenti a seconda degli stadi larvali
utilizzati.
Si rende quindi necessario sviluppare biosensori capaci di reagire
selettivamente ad un certo tipo di inquinanti partendo da mutanti più
sensibili allo stress chimico.
Applicazione didattica delle attività sperimentali
Non è sempre facile trasferire la pratica sperimentale di un
laboratorio scientifico di un Centro di Ricerca all’avanguardia in un
laboratorio scolastico con tutti i limiti che ciò comporta.
Il problema posto nella realizzazione del Progetto “Un laboratorio
per l’ambiente” è la valutazione dell’inquinamento da metalli pesanti di
un fiume con metodi innovativi ed alternativi alle analisi chimiche
utilizzando un organismo modello biosensore come C. elegans.
Che cosa sono i metalli pesanti
La denominazione “metalli pesanti” si riferisce ad elementi come
piombo, cadmio, cromo, nichel che provocano intossicazioni che possono
degenerare in malattie gravi. I metalli pesanti sono assorbiti più
facilmente dagli organismi in crescita con rischi maggiori per la fase
dello sviluppo embrionale e per l’infanzia. Vernici, fumo di sigaretta,
scarichi delle automobili, polveri di vario tipo sono cariche di metalli
pesanti, che sono spesso presenti anche in acque di fiumi e mari.
Utilizzo didattico di C. elegans
C. elegans viene coltivato facilmente in capsule Petri in terreni
addizionati di agar e colesterolo sui quali vengono fatti crescere
batteri Escherichia. coli ceppo OP5O di cui i nematodi si nutrono. Per
il trasferimento di nematodi ad altra piastra si taglia un piccolo
quadratino di agar dalla piastra di partenza spostandolo in nuova
piastra, garantendo la sopravvivenza del ceppo. Per gli studenti è anche
interessante trasferire “un singolo individuo” da fare crescere da solo
in piastra semplicemente con una sopraciglia attaccata ad un supporto
come il puntale di una micropipetta.
La fase di esposizione alle acque contaminate è successiva solo alle
osservazioni al microscopio delle forme delle varie fasi del nematode ed
in particolare della larva dauer che prevale in coltura esposta ed
elevata concentrazione di metalli.
Gli studenti si abituano a osservare al microscopio ottico
differenze morfologiche e di motilità di C. elegans per valutare
sucessivamente gli effetti sul ciclo vitale indotti da sostanze
inquinanti presenti nelle acque di fiume o di mare potenzialmente
inquinate da metalli. Queste attività possono essere associate ad
analisi spettrofotometriche della concentrazione dei metalli pesanti e
osservazioni con microscopio a fluorescenza, come effettuato nel
progetto descritto nel Workshop.
La sola fase di studio in piastra è già un approccio scientifico che
ritengo efficace in classi del biennio di scuola secondaria superiore
che non dispongono di sofisticate attrezzature di analisi o che non
hanno la possibilità di collaborare con altre scuole o enti che
integrino le carenze di strumentazione e permettano la creazione di un
progetto di rete.
*IFOM (Fondazione Firc di Oncologia
Molecolare) è un centro di ricerca scientifica inaugurato a Milano nel
2003 nell’ambito dell’ IEO (Istituto Europeo di Oncologia). Sin dalla
nascita ha attivato collaborazioni scientifiche con Centri di ricerca
scientifica nazionali come l’Università degli Studi di Genova. IFOM ha
affiancato alla specifica attività di ricerca scientifica programmi di
ricerca didattica che coinvolgono docenti e studenti di scuola
secondaria, in parte relazionata nell’ambito del Festival della Scienza
di Genova.
Le collaborazioni IFOM-Scuola permettono da alcuni anni la
realizzazione congiunta azioni formative promuovendo innovazione
didattica nel settore scientifico. Docenti di scuola secondaria esperti
di specifici campi disciplinari e comunicazione della scienza insieme a
ricercatori IFOM hanno infatti realizzato specifiche attività di
aggiornamento riguardanti gli aspetti sperimentali e di divulgazione
della biologia moderna alle quali la scrivente ha collaborato come
titolare di progetto IFOM-USRL.
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