HOME ISTITUTO DIPARTIMENTI AREA DOCENTI AREA ALUNNI CANALI WEBMAIL ITCHIAVARI.IT

Sciurus vulgaris (scoiattolo)

Regno: Animale
Phylum: Cordati
Subphylum: Vertebrati
Classe: Roditore
Ordine: Roditori
Famiglia: Sciuridi
Nome scientifico: Sciurus volgaris
Nome comune: Scoiattolo

Numero di inventario: 449

Lo scoiattolo è lungo circa 25 cm, senza coda; questa è lunga da 15 a 20 cm. Il peso va da 250 a 340 g. Non c'è dimorfismo sessuale tra maschio e femmina, che presentano le stesse dimensioni. Si pensa che una coda così lunga sia utile allo scoiattolo nel balzare da un albero all'altro e nel correre lungo i rami, assicurandone l'equilibrio. Potrebbe inoltre avere una funzione termica, contribuendo a mantenere il calore del corpo durante il sonno.

Durante l'inverno cade in un letargo parziale che può essere interrotto a più riprese quando la temperatura, anche solo localmente, s'innalza. Si ripara negli alberi cavi dove costruisce un nido di stecchi e foglie in cui si addormenta tutto raggomitolato su se stesso, quasi fosse una palla.

Per far fronte ai periodi di risveglio invernale e a quelli di siccità lo scoiattolo costituisce delle riserve alimentari frazionate in piccoli depositi. Spesso gli animali ne dimenticano una parte e questo contribuisce alla diffusione di semi d'interesse forestale (castagne, noci, nocciole, pinoli).

L'accoppiamento può avvenire nel tardo inverno di febbraio-marzo ed in estate tra giugno e luglio. La femmina può avere fino a 2 gravidanze l'anno. Ciascuna figliata da alla luce tre o quattro piccoli di solito, ma possono essere partoriti anche sei piccoli. La gestazione dura 38-39 giorni.

I giovani non sono autosufficienti, sono ciechi, sordi e pesano tra 10 e 15 g. Soltanto la madre si occupa di loro. Durante l'accoppiamento i maschi individuano le femmine in calore dall'odore che queste emettono, il maschio insegue la femmina anche per un'ora prima di riuscire ad accoppiarsi.

Lo scoiattolo vive in media tre anni; alcuni individui raggiungono i sette anni, mentre in cattività anche 10. La sopravvivenza è legata alla disponibilità di semi di cui nutrirsi durante l'autunno-inverno; dal 75 all'85% dei giovani periscono durante il primo inverno, mentre al secondo inverno la mortalità scende al 50% circa.

Ritorna

 



Aggiornato il: 08/09/2008 alle ore 17.40.35


Informazioni legali