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Istituto Tecnico Statale di Chiavari
 
   
 

Il Museo di Storia naturale

L’Istituto Tecnico “In Memoria dei Morti per la Patria” di Chiavari possiede una piccola collezione zoologica e petrografica che si è venuta a costituire dall’inizio della storia della scuola, risalente agli anni ’20 del 1900, fino ad oggi.

Attualmente questi materiali risultano inventariati solo in parte e alcuni presentano tracce di degrado; inoltre sono raccolti in alcuni armadi ospitati nel laboratorio di scienze della scuola che, dato gli spazi angusti e la difficoltà di lavorare in sicurezza con le classi, viene sfruttato meno rispetto a quanto meriterebbe.

Si tratta, però, di una collezione storica, tipica dello spirito pedagogico nell’ambito scientifico dei tempi passati che merita una giusta valorizzazione. Si è deciso così di provvedere ad una schedatura informatica degli esemplari proposti, in modo da realizzare una sorta di piccolo museo virtuale di storia naturale.

Durante la realizzazione del progetto si sono fatte scoperte interessanti.La ricca collezione di animali impagliati ha riservato, infatti, diverse sorprese.

Innanzitutto ha stupito l’abbondanza di uccelli provenienti dalla regione Amazzonica, in particolare Perù ed Equador,la qual cosa ha fatto pensare a scambi, oltre che commerciali, anche culturali con i nostri emigrati in Sud America. Parte della collezione sembra, infatti, essere una donazione di una ricca famiglia chiavarese che, agli inizi del ‘900 ritornò, arricchita,dall’Equador.

In ogni caso il ritrovamento di un piedistallo recante un riferimento al prof. G. Martorelli per il ritrovamento di un beccafrusone sulle Alpi, piedistallo utilizzato per disporre un esemplare di Cissopis leveriana, un Traupide sudamericano fa pensare che Chiavari, in quell’epoca potesse essere un centro di cultura scientifica di tutto rispetto.

Il prof. G. Martorelli fu un famoso ornitologo, fondatore della Rivista Italiana di Ornitologia nel lontano 1911.

Nel 1905 moriva a Napoli Federico Delpino, grande botanico chiavarese, considerato il fondatore della biologia vegetale, era in corrispondenza con Charles Darwin. Negli anni ’80 del 1800 iniziò l’attività di registrazione dati l’Osservatorio Sismologico e Meteorologico del Seminario Vescovile di Chiavari.Sicuramente frutto di un pensiero positivista e con il prezioso contributo della Società Economica, le scienze a Chiavari conobbero momenti di splendore.

Sulla scia di questo pensiero, l’altra scuola storica di Chiavari, il Liceo Delpino, ebbe alle sue dipendenze docenti che si dedicarono alla realizzazione di un preziosissimo erbario sulla flora locale che è stato riscoperto nell’occasione del centenario della morte dell’illustre botanico.

Questo fermento scientifico dovette contagiare anche gli allievi, i quali a loro volta dovevano mantenere rapporti con il Sud America, se l’alunno Repetto Giovanni donò, nel 1925, un dermascheletro di armadillo.
La collezione dell’Istituto Tecnico comprende anche esemplari della nostra avifauna, probabilmente catturati lungo il greto dell’Entella. Il progetto è stato realizzato da alcuni alunni della classe 1C LTG nell’anno scolastico 2007-08 in orario pomeridiano, sotto il coordinamento della prof. Claudia Vaccarezza.

In particolare, hanno preso parte all’iniziativa Silvia Bafico, Camilla Barilli, Riccardo Cocconcelli, Erica Di Martino, Rosi Galvez, Naomi Gaspari, Alessio Morano, Emanuele Olivieri, Alice Sbarboro e Sofia Sivori.

Si è seguita la seguente procedura: per ogni esemplare si è provveduto a produrre almeno una fotografia in formato digitale, si è rilevato il nome sul cartellino e verificato con il numero di inventario. Quindi si è proceduto ad una ricerca su Internet per verificare la correttezza e l’autenticità del nome scientifico e per cercare informazioni su luogo e ambiente di vita, abitudini e altro ancora.

Per alcuni, in particolare per le specie esotiche, la difficoltà maggiore è stata quella di individuare la specie con il nome attuale, spesso profondamente modificato rispetto alla nomenclatura dei primi del ‘900. Inoltre, la maggior parte dei siti riportanti informazioni erano in lingua straniera, per lo più inglese, ma anche francese, inglese e in alcuni casi tedesco.


Raccolto materiale sufficiente, si è provveduto a stilare per ciascun esemplare, una scheda riportante il nome, la classificazione, la fotografia, il numero di inventario e alcune informazioni. Per le numerose specie di Colibrì e di Tanagridi, a causa della estrema difficoltà a reperire documentazione appropriata per ogni singola specie, si realizzata una scheda riassuntiva per ciascuna delle due famiglie di Uccelli esotici.


Poi, alcune specie italiane di avifauna locale, sono state rideterminate utilizzando manuali di birdwatching attualmente in commercio. Una volta realizzate le schede si è proceduto a cercare di uniformare i contenuti, lasciando, comunque, il più possibile intatto il contributo di ogni singolo studente.


Il risultato è quello che potete vedere consultando le pagine seguenti.

Nel 2013, poichè i locali ospitanti la collezione non erano considerati adeguati in relazione alla sicurezza, tutti i reperti sono stati donati all'Istituto di Zoologia dell'Università di Genova.

Indice delle collezioni

 


 
Aggiornamento: 19-Ott-2014 15:54
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